La Cina tecnologica spaventa l’occidente



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La Cina è vicina, si diceva, ma mai lo è stata come in questo momento storico.

L’industria cinese, l’economia e la produzione cinese avanzano a pieno ritmo nonostante la crisi, ma c’è un aspetto per così dire, collaterale, che preoccupa non poco i paesi occidentali e i suoi enti governativi.

L’alta tecnologia cinese sta prendendo sempre più piede, passando dall’industria del falso, della copia o del low cost alla grande industria competitiva anche con quelle occidentali.

E’ di questi giorni la notizia che la Huawei, una megaindustria da 80’000 dipendenti con sede a Shenzen, la metropoli economica della Cina, ha scalzato la Alcatel-Lucent, francese, e la Nokia-Siemens, con sede in Finlandia, ponendosi al secondo posto al mondo delle apparecchiature tecnologiche per la telefonia mobile, e sta ora insidiando Ericsson, che sembra non potrà tenere a lungo i livelli produttivi e di competitività del colosso cinese.

La Huawei fornisce alle aziende telefoniche apparecchiature per la gestione della banda larga, forniture strumentali e anche le famose chiavette USB. Probabilmente, se le avete, sono di loro produzione, dato che il 90% sono targate Huawei.

Quindi stiamo parlando di tecnologia avanzata, in Europa il successo cinese anche in questo settore molto importante e strategico è inarrestabile, ma qualcosa gli impedisce di attecchire negli Stati Uniti e in Gran Bretagna.

Ebbene, sembra che secondo gli americani l’azienda cinese sia “troppo” legata al governo cinese, ed effettivamente il suo fondatore, Ren Zhenfei, era un uomo del governo e dei militari, operando nell’Esercito di liberazione del popolo, e acquisendo enormi capacità in fatto di tecnologia e software.

E questo secondo CIA e constrospionaggio inglese basta per cercare di scongiurare la possibilità che i Cinesi, non con le chiavette USB, ma con gli interventi più grandi nelle infrastrutture di rete come British Telecom, oppure acquisendo società di sicurezza telematica come la 3Com americana che l’anno scorso hanno tentato di acquistare, possano infiltrarsi tra i sistemi di sicurezza e carpire informazioni riservate e dossier segreti, militari o civili.

Sostanzialmente, è molto probabile che si tratti di una paura senza riscontri successivi, e che i cinesi stiano, come è chiaro, solo vendendo prodotti, facendo profitti, come abbiamo fatto noi con loro per decenni.

Come dice al Times Charles Huang, il direttore marketing: “Se uno da giovane presta servizio nell’esercito e poi si mette in proprio, voi dite che la sua azienda ha un background militare? Se così fosse, allora temo che l’80 per cento delle aziende di tutto il mondo abbiano legami con i militari”.

Ma è preoccupante il clima che si sta creando attorno alla Cina e ai paesi, come l’India, con cui stiamo già facendo i conti economicamente e non solo.

State attenti, non litigate con la vostra chiavetta USB, potrebbe mordervi.

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  • angiulonmonks

    come la come la cina!!!!!!!

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