La guerra dei social network e l’immortale



 

Gli ultimi due anni, più o meno, sono stati caratterizzati dal boom dei social network, e bisogna considerare che, specialmente in Italia, Facebook e company hanno fatto conoscere internet e l’informatica a molte più persone di quanto hanno fatto costose iniziative governative o societarie…

Ma qual’è davvero il miglior social network?

Sembrava esserci un vincitore definitivo, quello perfetto, e sembrava Facebook.

Ma gli utlimi sviluppi non dicono così. Certo, con più di 250 milioni di utenti iscritti, è il primo al mondo. Ma quanti attivi? In Italia la moda non è proprio passata, perchè di moda si tratta, visto e considerato il tempo perso su FB rispetto al tempo “utile”.

Pensiamo agli inutili gruppi creati e inattivi da mesi, alle richieste di amicizia verso persone che magari nemmeno si salutano (è possibile avere REALMENTE 800 amici?), le applicazioni, eccetera.

E un duro colpo ai social network arriva dalle aziende, con firewall e filtri che impediscono l’accesso ai dipendenti. Io stesso lo usavo in ufficio, e all’inizio mi seccava questo proibizionismo, ma dopo un pò mi son detto: “aspetta un attimo, ma era proprio così utile?”; la risposta era no.

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Gestire il proprio tempo è fondamentale, e Facebook non viene certo usato con risparmio di tempo. E’ stato riempito di strumenti per “intrattenere” l’utente, ma ha perso qualcosa di fondamentale. L’utilità.

Difatti, piano piano, prende corpo una cosa ovvia. Non è la quantità degli strumenti a vincere, ma la semplicità e l’obiettivo.

Stanno emergendo sempre più quelli che al momento sono i S.N. più “utili”, Twitter e Linkedin.

Perlomeno, hanno una motivazione precisa e limitata, e non lasciano spazio ad altro.

Facebook, secondo me, ha perso la sua essenza di ritrovo di amici perduti, per diventare un luogo di incontro con amici che non sempre lo sono, facendo cose che non servono e perdendo tempo.

Twitter ti permette solo di inviare brevi messaggi, e non ti sbagli. Se ne hai voglia o bisogno, lo fai, poi ti gestisci la vita. Linkedin serve per contatti lavorativi, e chi non conosci in quel campo non accetta le tue amicizie, e di certo non puoi creare account fasulli o fingere di essere altre persone, come puoi fare su Facebook. Semplicemente perchè non servirebbe a nulla.

Ma la svolta penso debba ancora arrivare. Il mondo è stato battezzato con i social network, e in futuro la tecnologia e le idee svilupperanno ancora di più questa tecnologia unendola alle altre.

Vi sarà più competizione e gli iscritti verranno ripartiti a seconda della specifica utilità di ognuno.

Perlomeno, questo è quello che penso. Posso sbagliarmi, anzi, speriamo. Altrimenti che sorpresa sarebbe?

Voglio aggiungere una nota personale, un aspetto che pochi considerano, soprattutto gli addetti ai lavori, ma è decisamente rilevante. Le persone muoiono, smettono di usare il pc, invecchiano. Io ho sempre pensato a questo problema di internet, e cioè che non esiste una fine, si discosta dalla natura delle cose. Per noi esiste, invece. Che sia intesa come la morte o semplicemente smettere di usare un servizio, puoi benissimo non cancellarti e restare in rete per sempre (in teoria). Come può ad esempio Zuckerberg (creatore di Facebook) andare a verificare i necrologi in Nigeria e cancellare gli account, chiedere alla gente chi non usa più il suo sito e agire di conseguenza? E’ un esempio ridicolo, ma rende l’idea.

Noi siamo mortali, internet, potenzialmente, è’ immortale.

Ora, internet non esiste da tantissimo e i social network ancora da meno tempo, ma pensate a quanti smettono di usare il pc o “se ne vanno” ogni anno.

Ora pensate a come sarà la situazione tra 20, 30 anni.

Verranno aggiunti pc su pc per registrare i nuovi utenti e mantenere quelli vecchi, o verranno cancellati in massa dopo un pò, verrà inviato un messaggio per confermare l’utlizzo con una deadline per mantenere attivo il profilo?

Sto fantasticando, ma ogni tanto ci penso. Internet sta diventando “la storia”, l’impronta di tantissimi esseri umani che hanno lasciato qualcosa, un messaggio, un commento,  foto, pubblico e immutato (anche se non immutabile).

Internet è l’impronta dell’umanità.

Dove arriveremo?

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