L’Italia non è connessa. Il digital divide made in Italy.



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Che il nostro paese non fosse proprio all’avanguardia lo sapevamo già, a parte alcune e sparse aziende che continuano a renderci orgogliosi.

Ma è il complesso a mostrare i sintomi più gravi. E per quanto riguarda la digitalizzazione, la presenza in internet e il suo utilizzo, siamo VERAMENTE al livello dei paesi in via di sviluppo, totalmente indietro rispetto a tutti i paesi europei, est compreso, e sorprendentemente indietro a moltissimi altri.

Molti, proprio per la ignoranza e la scarsa conoscenza, ed è questo a causare il problema, ci passano sopra dicendo che non gliene importa niente “di internet, quella robina là, e gogl, ebey, feisbuk, iau, e tanto ti fregano i soldi e ci sono i virussi eccetera”.

Ma andiamo a vedere realmente cosa succede nel nostro paese. Probabilmente, voi utenti che leggete l’articolo, nemmeno ci crederete, ma ecco l’Italia vera.

Le aziende

Pensate bene a questo dato. Siamo alle soglie ormai del 2010, ormai non ci sono più scusanti in quanto a tempo necessario a colmare il divario. Ebbene, un terzo delle aziende italiane, non ha mai conosciuto la rete, non ha mai avuto una propria pagina e non ha mai sfruttato le innegabili potenzialità di una presenza online.

Ma come già si sa, il mondo del lavoro in Italia è costellato di tantissime piccole e piccolissime imprese e poche medie o grandi aziende. Quelle grandi, si salvano, e sono le stesse a cui mi riferivo all’inizio dell’articolo. Alcune medie sono in linea con la media UE, ma poche. E nelle altre, è una tragedia. Oltre il 43% di queste non sono mai state su internet.

Alcune, come quelle molto piccole che sono tantissime, potrebbero anche non averne bisogno, ma pensate che oltre il 30% della produzione nazionale è colpevolmente fuori dal mondo moderno. Capirete, in termini di concorrenza e competitività, cosa comporta ciò.

Ma non bisogna colpevolizzare le aziende, perchè i dati più importanti riguardano quello che sta intorno a loro. Famiglie, Pubblica Amministrazione ed Enti (e Provider).

Le famiglie

Per un incredibile miracolo, quest’anno le connessioni a banda larga hanno raggiunto la fatidica soglia delle 10 milioni di case.  Ma il 12% della popolazione, stiamo parlando di oltre 7 milioni di Italiani, soffrono di un deficit delle infrastrutture incredibile. Per gli esperti, stiamo parlando di connessioni ancora a 56Kb! Sicuramente un buon rimedio contro la pirateria…congratulazioni.

digital_divideMa bisogna rincarare la dose. Siete mai stati all’estero? No? Bè io si, e a parte le innumerevoli e velocissime connessioni wi-fi gratuite sparse per le città, le connessioni sono VERAMENTE a banda larga. Il ritardo italiano è soprattutto qui, nelle infrastrutture per connessioni vicine o superiori ai 20MB, inaccessibili a quasi metà (METÀ!) delle popolazione. Gli investimenti mancano, e manca chiaramente anche una certa voglia. Da cosa lo deduco? Dal dato più impressionante: il 52% delle famiglie italiane non possiede un pc a casa… nonostante i prezzi sempre più contenuti, nonostante la sempre maggiore importanza, gli italiani scelgono di avere tre telefonini piuttosto che tenersene uno e prendersi un pc!

La pubblica amministrazione

Ma un momento, in fondo, c’è qualcuno che deve dare il buon esempio e farci seguire delle linee guida no? Il nostro beneamato e perfettamente funzionante stato con la sua macchina burocratica e le sue regole medioevali! …ah, ecco da dove parte il problema. Un aneddoto, è solo da pochi giorni che è finalmente possibile registrare un sito (un sito, non un mc donald’s) online, senza dover inviare lettere, fax e timbrare persino le scarpe. Ci siamo arrivati nel 2009. Io stesso ho registrato dei .com perchè non avevo proprio intenzione di rovinarmi delle giornate per tutte le pratiche necessarie. Da qui, si capisce il resto. I servizi online dei comuni e rivolti alla cittadinanza sono scarsissimi e spesso mal gestiti (tralasciamo italia.it, non voglio infierire). Il 59% dei comuni ha solo pagine informative, praticamente un blog aggiornato ogni tanto.

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Il 37% ha la brillante soluzione di riuscire a far scaricare addirittura dei moduli (poco importa se degli anni ’90, che non vengono poi accettati dai dipendenti con la domanda “ma dove l’ha preso? perchè non viene qui ogni volta, prendendo permessi dal lavoro??”-“Perchè non aggiornate il sito prendendo permessi dalla pausa caffè? Basta fare un upload, lo farei io se non fosse che lei ha dimenticato il suo userid”). E solo il 4% ha dei portali ben fatti con servizi adeguati e interattivi.

E a scuola? Dove sono tutti i computer promessi? In istituti tecnici e università ok, li si trova. Io ancora non capisco perchè si studia con la lavagna nera, gesso e cimosa! Nel 2010.. Con banchi usati nelle triremi romane. Effettivamente, un computer si sentirebbe in imbarazzo! Fortunatamente internet è usato abbastanza e quasi tutti gli istituti utilizzano connessioni wi-fi a banda larga nelle aree interne e nei campus universitari, e la rete intranet. Il 70% ha un sito, ma praticamente tutti a carattere informativo, e solo pochissimi con possibilità di funzioni avanzate e pagamenti ed iscrizioni online (fortunatamente la mia università, UniBo, ha un portale completo e di buona qualità, gliene rendo merito. I problemi dipendono solo dalla radicata disorganizzazione italiana, e lì puoi fare poco).

La sanità

Un altro punto chiave, la telemedicina. La digitalizzazione della sanità porterebbe a risparmi incredibili. Scuola e sanità sono le spese più alte per lo stato, che dovrà faticare in futuro per mantenere il buon livello sanitario che abbiamo.

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Con infrastrutture adeguate sfruttando rete e tecnologia, il passo sarebbe facile, e avremo benefici in tutti i sensi, a partire dai costi minori per arrivare a code più veloci, senza dover aspettare mesi per una radiografia a un mignolo.

Mi fermo qui, anche se innumerevoli sono i problemi per un paese “indietro” con la tecnologia. Turismo, servizi, conoscenza, competitività. E chi più ne ha più ne metta.

Gli italiani devono capire l’importanza di internet e di adeguarsi al mondo che può benissimo andare avanti senza di noi, soprattutto le aziende, competere, lottare per arrivare a colmare il divario. Tutto deve partire dalla pubblica amministrazione, per passare dalle famiglie, che devono essere informate, addestrate, modernizzate, tramite la scuola, il lavoro, anche la tv può dare una mano.

Ho tralasciato un altro argomento, perchè si parla di digitale, ma devo cirarlo. Le energie rinnovabili. E’ possibile che in un paese baciato dal sole, sferzato dal vento e con tante potenzialità, si sia ancora così indietro? Pare di sì, e nel frattempo la bolletta energetica è sempre più salata, e non abbiamo voluto il nucleare (dove eravamo all’avanguardia) ma prendiamo l’energia nucleare allegramente dalla Francia, a due passi, a costi esorbitanti. Ottimo affare.

Vabè, che ci vuoi fare, stiamo pagando ancora la guerra in Etiopia ad ogni litro di benzina..

Il futuro, e la produttività, dipendono dalle nuove tecnologie e dalla loro conoscenza in un mondo sempre più in competizione. Altrimenti, resteremo ancorati al passato e alla nostra Pizza, Vespa e Dolce e Gabbana. Ma un paese come il nostro deve e può produrre idee a raffica, superare tantissimi paesi e poter essere veramente orgogliosi della nostra creatività e tecnologia. Ma però, chissà perchè, non l’abbiamo ancora capito. OMG.

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  • Giro ai lettori un comunicato interessante sull’argomento che ho trovato qui:
    http://blog.clickmeter.com/511586/

    Il “Digital Divide” frena le aziende?
    Arriva la soluzione: il sito professionale ma low-cost!

    Il recente rapporto di Confindustria presenta dati allarmanti: “un’azienda su tre non è in rete”.
    Nasce allora sito Internet low-cost anticrisi per le piccole e medie imprese.

    Roma 07/10/2009. Si chiama MaxiSito ed è l’ultima trovata di un gruppo di giovani imprenditori di Roma specializzati nella creazione e nel posizionamento dei siti web.

    Il MaxiSito (http://www.maxisito.it) è una piattaforma tecnologica ed un pacchetto di servizi “tutto incluso” che da la possibilità alle piccole e medie aziende di posizionarsi su Internet in modo professionale in pochi giorni e ad un prezzo realmente competitivo.

    “Con MaxiSito vogliamo che tutte le aziende italiane possano beneficiare dei vantaggi della Rete cominciando dal presentare la propria attività su Internet per poi posizionarsi sui motori di ricerca ed attirare molti più clienti” – dichiara Davide De Guz ideatore e responsabile comunicazione MaxiSito – “La gran parte del nostro lavoro consiste nel guidare e nell’assistere il cliente nelle scelte più corrette, ecco perché ognuno di loro dispone di un consulente personale, un esperto di Internet che lo ascolta e che si occupa di configurare il sito web acquistato”.
    continua….. http://blog.clickmeter.com/511586/

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