L’overclocking estremo: usare il ghiaccio secco



La pratica dell’overclock sui componenti hardware dei nostri PC (soprattutto le CPU) ha oramai da qualche anno abbandonato la sua funzione utilitaristica (utenti che vogliono aumentare le prestazioni delle loro macchine per fruire di applicazioni/giochi senza dover fare l’upgrade del loro hardware) per essere quasi esclusivamente limitata a specialisti/fanatici il cui solo scopo è raggiungere nuovi record di frequenza per poi vedere, inevitabilmente, i processori sciogliersi come neve al sole; se usate YouTube potrete trovare numerosi video di queste imprese.

In quest’ottica, la chimica ha sposato l’overclocking, dandogli un’altra dimensione, e numerose possibilità in più.

Quello che non era possibile con dei semplici dissipatori, con delle ventole o con degli impianti idraulici, diventa fattibile con l’introduzione di elementi capaci di mantenere l’intero hardware a diverse decine di gradi sotto lo zero, così da controbilanciare completamente gli effetti dell’enorme surriscaldamento provocato dall’estremo innalzamento della frequenza di BUS.

Tra le varie opzioni, quella dell’azoto liquido è la più potente ma anche la più pericolosa; per questo motivo spesso viene preferito il ghiaccio secco, che non deve essere obbligatoriamente maneggiato da un chimico professionista.

Il ghiaccio secco non è altro che diossido di carbonio congelato, con una temperatura superficiale di circa -70 °C. Il grande vantaggio del ghiaccio secco è quello di sublimare direttamente dallo stato solido a quello gassoso, non costringendoci all’implementazione di una valvola di sfogo da applicare sopra il processore.

La tecnica più elementare (ma non banale) consiste nel instituire una serie di strati di metallo (preferibilmente rame) sopra il processore, ed agganciarvi un tubo discretamente lungo (sempre di rame) sopra, come nello schema che presentiamo:

howtocoolyourpcwithdryice-jmke-582.jpg

Nel container in figura verrà poi inserito il ghiaccio secco, che contribuirà a raffreddare la CPU, sublimando. In queste condizioni è possibile raggiungere (chiaramente per porzioni limitate di tempo) degli overclock piuttosto spinti (ad esempio da un PIV 3.2 GHz si è arrivati a 4.4 GHz).

Credo sia inutile aggiungere che una pratica del genere ha un alto rischio di compromettere definitivamente il vostro hardware.

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  • Anche se non è nuovo quello dell’overclock con il ghiaccio secco complimenti per l’articolo, mi occupo da un bel po di questi argomenti (hardware e software), e ricordo di stare molto attenti con queste cose :).

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