Magnini: campioni o bambini?



Filippo Magnini, celebre nuotatore italiano, forse più famoso ancora per essere l’ultimo fidanzato di Federica Pellegrini, atleta di punta del nostro paese, è scivolato sulla più classica delle bucce di banana. Andiamo ai fatti: dopo avere ricevuto molti Tweets non proprio positivi, probabilmente alcuni decisamente malevoli, cosa ha pensato di fare? Semplice: scappare. Infatti ha cancellato il suo account Twitter.

L’evento, che tiene banco anche sui giornali non necessariamente dedicati allo sport, ha il saproe di un deciso ritorno all’infanzia, più precisamente all’asilo: chi infatti di noi non ha mai detto “basta, voglio la mamma” oppure “io non gioco più” oppure “basta, me ne vado” in situazioni di mancato consenso? Praticamente sarà successo a tutti noi. Certo, quando avevamo tre, quattro, massimo cinque anni. Va bene, esageriamo, qualche volta anche a dieci. Poi però, crescendo, si spera, si capisce che non sempre si può essere elogiati. E si impara anche ad accettare le critiche che arrivano dall’esterno. Il comportamento di Magnini, pur essendo comprensibile l’amarezza che lo ha determinato, ha comunque il sapore di un capriccio infantile. I campioni nello sport e nella vita imparano che è necessario affrontare anche le sconfitte. E’ questo che fa la differenza tra un campione ed un grande campione, tra un uomo ed un grande uomo.

Nonostante lo scivolone di Filippo, l’auspicio è che presto possa superare questa fase “no” e ritornare a twittare con chi sicuramente lo apprezza.

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