Mark Zuckerberg: il nuovo povero?



Il titolo è a effetto, e ben difficilmente sarà profetico per il, a suo modo geniale, fondatore di Facebook. L’idea di quotare in borsa le azioni del social network è stata, con tutta probabilità, un filo azzardata, col risultato di vedere il titolo quasi dimezzato nel suo valore. Ieri in borsa l’ennesimo tracollo, con una perdita  secca del 4%, che si traduce in 423 milioni di dollari: non propriamente noccioline.

Negli ultimi tempi il povero Zuckerberg è scivolato al 76° posto nella classifica degli uomini più ricchi del mondo, redatta dalla società Bloomberg. In precedenza occupava un ben più lusinghiero posizionamento. Col senno di poi, e con l’evidenza che la crisi economica è data proprio da un eccessivo ricorso ad un’economia virtuale con conseguente discapito di quella reale, sarebbe stato molto più saggio procrastinare l’avvento di Facebook  in Borsa.

Anche perché il mondo dei social network è basato sulla virtualità, e nella vita reale ciò raramente paga. La febbre di Facebook  è scoppiata improvvisa, il ridimensionamento è probabilmente inevitabile. Mark ha osato, dimenticando la saggezza del “chi si contenta gode”…

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