Mirror’s Edge: dal Playstation Day un anteprima intrigante targata EA



Come alcuni di voi sapranno, in questi giorni, si è tenuto il EU PlayStation Day. L’evento organizzato da Sony è un punto di riferimento molto importante, visto che riusciamo a carpire molte delle novità che la casa Giapponese ha intenzione di snocciolare per la loro PS3. Durante questa convention ci sono stati anche spazi dedicati alle case di sviluppo per dare modo di mostrare trailer e demo dei prodotti che approderanno su ps3 nel corso dell’anno. Il titolo che andiamo ad analizzare oggi è sicuramente uno dei più interessanti, stiamo parlando di Mirror’s Edge, ultima creazione di EA. La famosa casa di sviluppo ha presentato la loro creazione tramite un filmato che comprendeva immagini in-game. Cominciamo però facendovi capire di cosa si tratta.

Bene, Mirror’s Edge è un … è un … beh è abbastanza difficile definire questo titolo, probabilmente perché non vi sono precedenti, ma forse possiamo trovargli una sua dimensione. Per ora la stampa si trova d’accordo definendolo come un free-runinng game in first-person … come vedete ha un che di complicato e ambiguo.

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Guardando il filmato, ora disponibile anche in rete, vediamo la protagonista, Faith, scorrazzare fra un tetto e l’altro di quella che sembra essere una metropoli Nipponica. La peculiarità sta nel fatto che la nostra visuale è in prima persona, ma che nel corso delle nostre scorribande, riusciremo a vedere le braccia, i piedi e le gambe muoversi alla ricerca di equilibrio e stabilità. Per rendervi meglio l’idea, è in un certo senso una visuale realistica. Chiunque di voi ha mai fatto uno sport, può provare a pensare alla sua visuale durante la propria attività fisica. Giocando a calcio, ad esempio, terremo sempre la testa alta e anche durante la corsa, o durante un salto, il nostro campo visivo riesce a vedere le braccia e le gambe principalmente e solo in azioni particolari capita di guardarsi il tronco(visibile anch’esso nel gioco). Al di là della visuale, il titolo colpisce per il suo stile di gioco. Difatti eseguiremo salti, scivolate e le corse sui muri in stile Prince of Persia, solo che vedremo tutto ciò in prima persona. L’effetto che fa è senza dubbio suggestivo. Un conto è vedere il nostro personaggio in terza persona, un altro è entrare nella testa di quel personaggio e vedere ciò che vede lui. Innanzitutto avremo un senso della velocità maggiore e una sensazione di dinamismo ulteriormente accentuata. Inoltre saremo condizionati, inconsciamente, dagli effetti audio, che ci permettono di sentire il respiro affannato della ragazza, i rumori della città sottostante e il fruscio del vento. Il gameplay non sembra prevedere però solo l’aspetto free-running e solo in spazi aperti. A quanto pare saremo in gradi di muoverci per in aree chiuse e avremo modo di fronteggiare dei nemici, che ancora non possiamo identificare in quanto la storia è stata nascosta alla nostra voglia di sapere. Durante le fasi di combattimento, saremo in grado di eseguire qualche numero alla Jackie Chan per disarmare i nostri nemici e mandarli al tappeto … oppure più brutalmente per rubargli le armi e mandarli al creatore con queste ultime. L’aspetto dinamico e acrobatico rimane anche nei possibili scontri a fuoco, cambiando il concetto di fps e avvicinandolo a un gameplay più fresco e dinamico. Per nostra sfortuna di questo aspetto non sappiamo nulla di più, ma ci siamo fatti una discreta idea di ciò che è il comparto grafico. Il gioco sembra essere perennemente votato a scioccare il giocatore grazie ad un ottima grafica unita ad un altrettanto buon comparto audio e ad uno sviluppo delle mappe molto ben studiato. Come potrete vedere dalle immagini, la città è sviluppata in ogni suo dettaglio e la realizzazione dei dettagli e degli effetti grafici è spettacolare, ma nonostante tutto ha un non so che di particolare. Il motivo per cui abbiamo supposto che la città in questione fosse nipponica, riguarda in parte questo aspetto. La realizzazione degli ambienti è praticamente asettica, pulita, senza tracce di carte di giornali, murales sui muri o quant’altro. Inoltre alcuni ambienti sono dominati dall’uso di colori chiari o comunque appariscenti(come il bianco, il rosso ecc), insomma la città è pulita e sembra quasi sterile. Una caratteristica tipica delle città nipponiche dove l’aspetto delle metropoli è molto più “pulito” e ordinato, rispetto a quelle Europee o Usa. La Noir York City di Max Payne è, ad esempio, ben lontana dalla città dove si muove la nostra Faith.

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Concludendo Mirror’s Edge sembra essere un titolo parecchio intrigante e restiamo in attesa di altre buone nuove sulla trama e per provare magari qualche minuto di gioco.

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  • Sembra intrigante questo gioco…

    Vado a cercarmi il video…

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