Modding: una febbre contagiosa! Sarà così facile?!



L’editoriale di oggi è dedicato ad un argomento particolare, ovvero quello del Modding. Nel caso in cui non sappiate di cosa stiamo parlando vi diamo una veloce delucidazione. L’arte del modding, consiste nel realizzare o modificare un case per pc (o in tal casi anche Mac) allo scopo di renderlo più bello, caratteristico o in certi casi anche più efficiente. Questa pratica quindi, non ha solo fini estetici, ma anche pratici. Con giusti accorgimenti, che vedremo più avanti, si potrebbero anche migliorare alcuni aspetti, come il raffreddamento del pc o l’attenuazione provocata dai rumori che emettono talvolta. Ora prima di entrare nel vivo, siamo sicuri che una domanda vi sorgerà spontanea: perché questo articolo?. Il nostro scopo è quello di avvertirvi sulle insidie di questa pratica e di andare, relativamente, contro a molte pubblicazioni che pubblicizzano il lavoro come semplice e alla portata di tutti. Per fare ciò useremo la nostra esperienza personale e vi narreremo come abbiamo moddato un case.

La prima necessità era quella di rendere il nostro lavoro dentro le viscere del pc molto più semplice rispetto al solito. In principio avevamo molti problemi. Aprendo un case, anche solo per aggiungere una semplice ram, vi troverete a che fare con molti inconvenienti. La presenza di molti cavi, che s’intrecciano e si espandono per tutto l’interno del pc fanno apparire l’ambiente molto giuglesco (se ci passate il termine). Molte volte affrontando questa semplice operazione, capitava di sfiorare il cavo serial ata dell’hard disk, provocandone l’impercettibile uscita dalla sede e di conseguenza all’avvio del pc l’impossibilità di utilizzo di questo. In secondo luogo, la quantità di polvere dentro il case era straordinaria, al punto da compromettere il buon funzionamento delle ventole. Infine parlando proprio di ventole, all’interno del case vi era una temperatura insostenibile e la gpu della nostra scheda video, nonostante avesse anch’essa una ventola, avrebbe tanto voluto eruttare. La conseguenza di quest’ultimo inconveniente era la comparsa di poligoni neri durante le nostre giocate e il calo di prestazioni della scheda video. Il surriscaldamento del pc non è un argomento così raro, soprattutto se pensiamo che molti tengono accese le macchine anche per giorni interi, perché intenti al download selvaggio, per lavoro o perché sempre presenti su msn … anche quando sono fuori casa. A questo punto ci siamo decisi a cambiare tutto.

Abbiamo comprato un case nuovo, di quelli da server e lo spazio al suo interno non mancava di certo. Il nostro secondo step è stato quello di cambiare alimentatore, ne abbiamo preso uno più potente, completamente trasparente, con ventola dotata di luce al neon blu e una manopola per regolare la velocità di questa. Dopodichè abbiamo deciso di risolvere il problema dei cavi e abbiamo seguito i consigli di molti siti e abbiamo comprato i cavi piatti per hard-disk e floppi (già colorati e rivestiti). Vi starete chiedendo come abbiamo sistemato i cavi dell’alimentatore. Ebbene l’alimentatore che avevamo comprato aveva i cavi belli che sistemati, all’interno di una rete fosforescente. In caso contrario, rivestirli seguendo i metodi suggeriti dai vari siti, risulta facile , pratico e poco costoso. La parte che più ci ha creato problemi riguarda però la modifica del case in se.

Avevamo scelto il nostro tema da intagliare sul pannello sx del case. Armati di matita e pazienza, lo abbiamo disegnato e poi ci siamo chiesti come realizzarlo. In molti consigliano l’uso di un Dremel, che di certo non vi tirano dietro come le caramelle, e una mano ferma. Armati di buona volontà abbiamo chiamato un amico dalla mano ferma che con il suo dremel dalle punte di diamante si è apprestato a compiere l’opera. Dopo pochi minuti ci siamo resi conto che era impraticabile. Il pannello del case era troppo spesso e le punte si consumavano in quantità industriale, continuando su quella strada, avremmo speso tanti di quei soldi in punte per dremel da poterci comprare una ducati 1098. Per il, facile, soggetto (la mela della Apple) ci siamo rivolti ad un altro amico, che con un tornio ha tagliato il case come fosse burro. Ebbene non conosciamo personalmente ognuno di voi lettori, ma non pensiamo che siate così fortunati come noi da avere il titolare di una ditta meccanica come amico o in alternativa un tornio nel garage. Finita questa prima fase siamo passati al colore, impresa che viene spacciata come semplice ma la dura realtà è differente. Passando della vernice spray o di altro tipo sul case (anche con più mani e usando anche il lucido) si aveva un bel risultato, ma ci siamo accorti che anche un piccolissimo urto provocava il distaccarsi di parti della verniciatura. Pensare che solo inserendo le visti per reggere il pannello, abbiamo staccato delle parti di vernice, fortunatamente in una zona dove non si vede!

Ci è stato detto che l’unico modo per avere la verniciatura dei nostri sogni, sarebbe quello di togliere la vernice originale con prodotti chimici (acquistabili) e poi verniciare il tutto non con normali spray ma con gli stessi mezzi di un carrozziere o comunque di procurarsi i medesimi strumenti. Finito il tutto dovevamo comprare del plexiglas per fare la finestra. Il problema in questo campo non esiste, anche se dovete fare attenzione a comprare i giusti collanti. Comunque sia questa operazione è veramente facile. Veniamo infine ai ninnoli. Potrete infatti comprare dei frontalini da montare vicino ai lettori, dotati d’indicatori per la temperatura. Oppure avrete modo di comprare sistemi di raffreddamento ad acqua, belli, efficienti ma non semplicissimi da montare.

Se non vi piace l’acqua potete in alternativa comprare le classiche ventole, magari dotate di neon e visto che si parla di neon, luci varie, per illuminare lo sfarzoso interno del case. Lo scenario che vi abbiamo proposto è alquanto semplice eppure ha due grosse complicazioni riguardo la verniciatura e la realizzazione della fantasia sul case. Ritornando su quest’ultima, vorremmo aggiungere, che anche se lo spessore dello sportello fosse stata minore, ci sarebbe stato un grosso problema. Avremmo dovuto realizzare una fantasia molto più piccola o semplice in quanto rischieremmo di compromettere la solidità di questo.
Ritornando al discorso neon e luci beh anche qui ci sono dei problemi. Come saprete la scheda madre non è infinita e il numero di attacchi ai quali applicare le ventole e i due neon (sufficienti a illuminare l’interno) non bastava, così abbiamo eliminato una delle ventole. Inoltre i due neon avevano degli alimentatori a parte che occupavano nuovo spazio e introducevano nuovi cavi da nascondere.

Concludendo, se un giorno qualcuno di voi volesse darsi al modding selvaggio, deve rispettare alcuni dogmi. Il primo riguarda la quantità di denaro da investire. Alcune cose costano veramente troppo e sappiate che la voglia di spendere sale appena vedrete quante cose potete aggiungere al pc: dissipatori, frontalini ecc. Il secondo riguarda le risorse a propria disposizione. Nel senso che dovrete sapere che il lavoro sarà lungo e la vostra manualità sarà vana se non accompagnata dai giusti attrezzi.
Il risultato da noi ottenuto è senza dubbio soddisfacente. Sostituire ram o hard disk non è più complicato, la giungla di cavi non esiste più e nonostante le molte ventole il pc è silenzioso e sufficientemente raffreddato da permetterci di giocare a titoli dai motori impegnativi per lungo tempo, senza far sudare troppo la gpu.

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