Musica e Videogames – La parallela evoluzione di due arti.



Cenni storici.
Era il lontano 1990, quando i primi esemplari di computer “da casa” cominciarono ad esser commercializzati a prezzi abbordabili per le famiglie medie italiane.
Ricordo che il mio primo “Computer”, se così possiamo definirlo, è stato un’Amiga 1200, fondamentalmente composto da una tastiera e un alimentatore. Sì, esatto: niente scheda madre, scheda video, socket per processori…


Per avviare il “Sistema Operativo”, era necessario un Floppy che aveva memorizzate tutte le librerie ed impostazioni utili a dare le informazioni al nostro computer, che venivano caricate durante l’avvio dello stesso.
Inizialmente, questo tipo di modelli, aveva a disposizione una limitatissima quantità di Ram (2MB upgradabili fino a 8MB, grazie a delle schede esterne), quindi anche gli eseguibili utilizzabili erano di capacità limitate.

Il primo giochino in cui mi cimentai fu Alfred Chicken: un pollo rosso che, passando da un mondo all’altro, doveva cercare di salvare la sorellina rapita da un alieno malvagio.

Seppure la trama fosse quasi completamente assente, il gameplay era più che soddisfacente, per i titoli di allora, e così era per molti altri: semplici ed intuitivi – peculiarità che è sempre andata scemando nei successivi anni.
Cosa che non si può dire del comparto grafico e sonoro.

Credo che tutti gli appassionati di videogames RPG ricordino i vecchi tempi passati a fomentarci con le musichette MIDI, con i vari Final Fantasy, magnifici esempi di quanto si possa stupire ed entusiasmare un giocatore anche senza esasperare i processori o le schede hardware del suo pc.

I primi esempi apprezzabili di musica MIDI sono datati anch’essi 1990, con i titoli Sierra o LucasArts che ha sicuramente rivoluzionato il sistema di gioco punta e clicca.

(A questo proposito, vi invito a cercare su Youtube “Monkey Island 2 Theme”, per ascoltare una simpatica traccia sonora di un videogioco tanto vecchio, quanto piacevole e coinvolgente).

Ciò che ha reso famoso e apprezzato il MIDI, sono state la qualità e la praticità del sistema, nonché la leggerezza dei file. Tramite internet, il MIDI diventa un media di uso comune non più uno strumento esclusivo per musicisti.

A metà degli anni ’90, le capacità hardware delle console e dello stesso PC aumentano considerevolmente con l’introduzione delle prime schede audio a 16bit.
In questo periodo, fa il suo esordio il genio di Nobuo Uematsu che, a mio parere, è sicuramente uno dei maggiori compositori contemporanei.

È proprio allora che la Roland implementa un sistema MIDI comprensivo di oltre 100 strumenti.
Altre case si affacciano prepotentemente al mercato videoludico, anche se già presenti e affermate nel mercato dell’hardware, come Creative e nascono le famosissime SoundBlaster.

La rivoluzione.
La domanda e la richiesta aumentano sempre di più: gli sviluppatori comprendono che il comparto sonoro è tanto importante quanto l’aspetto grafico e investono milioni nella ricerca di tecnologie adatte ad aumentare le potenzialità del suddetto.

L’anno della rivoluzione è stato il 1995, quando l’MP3 è diventato uno standard internazionale, ma non è stato realmente sfruttato fino al 1997, fino ad allora si sono affermati i primi titoli in audio CD che decretarono la progressiva morte dei MIDI nell’ambito videoludico di alto livello.

Star Trek: Generazioni, potrebbe essere l’esempio più scontato in cui i doppiatori dei personaggi sono per la prima volta dei veri e propri attori.
Il budget destinato al comparto musicale nei videogiochi raggiunge in questo periodo uno dei massimi storici.
Basti pensare che è proprio grazie ai videogiochi che la musica elettronica ha cominciato ad affermarsi nel mondo.

Konami è sicuramente una delle case produttrici che più sapientemente ha saputo utilizzare le potenzialità audio di quegli anni. Le atmosfere cupe e terrorizzanti del primo Silent Hill sono un capolavoro dovuto al sapiente utilizzo degli effetti di luce e ombra, e alle sonorità sibilanti che accompagnavano il giocatore in molti ambienti della città maledetta.

Esempi di musica classica contemporanea.
Con l’avvento degli MP3 a 256 bit, ormai si raggiunge l’apice della creatività nella composizione di colonne sonore per videogiochi.

(Potreste cercare il video “Final Fantasy 8 Liberi Fatali”)

Per creare la colonna sonora di un videogioco, si formano orchestre che possono arrivare anche a 40 elementi, spesso comprensive di cori con più di 15 persone.

Non è raro, inoltre, vedere grandi compositori cinematografici tuffarsi nell’esperienza dei videogames, per riarrangiare le loro creazioni ai titoli ispirati ai film in cui hanno preso parte nella realizzazione, come nel caso dei celeberrimi videogames ambientati nell’universo di Star Wars.

Inutile dire che i maggiori esempi di musica classica contemporanea, si hanno appunto grazie ai videogames e, spesso, tali capolavori sono fin troppo sottovalutati.

Grazie alla creatività di sviluppatori che, oltre al business, si preoccupano di realizzare titoli che abbiano la capacità di emozionare il giocatore, più di quanto possano fare un libro o un film visto al cinema, giovani talenti musicali hanno trovato il modo di esprimere la loro passione.Uno dei più riusciti esempi di orchestra votata esclusivamente ai videogiochi è l’Eminence Orchestra.

E qui, un link mi sembra d’obbligo:

Metal Gear Solid – Theme
http://www.youtube.com/watch?v=ZfKA4b5SFq4

Quando provate un nuovo videogioco, lasciatevi trasportare dalla magia della musica.

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