Nessuno ci obbliga a risparmiare…ma a spendere?



20090625images11Si parla tanto, in questo periodo, di affrontare la crisi con gli unici strumenti che ognuno di noi ha a disposizione senza strafare. Le famiglie italiane cercano i tutti i modi di tutelare il risparmio l’unica fonte di sostentamento quando gli introiti vacillano.  Far quadrare il bilancio familiare non è mai stato così impegnativo come ora. Ma come tutti continuano a ripetere tartassandoci di buoni consigli alla tv e sui giornali, non è poi osì difficile se si stringono i denti contando su quello che ognuno di noi si è costruito negli anni.

Coloro che hanno visuto una vita pensando al futuro, oggi si sentono soddsfatti di quei sacrifici che consentono di tirare a fine mese. La prima voce del bilancio decurtata oggi giorno è proprio la “cassa”, quando non se ne ha bisogno sembra sempre risultare superfluo mettere qualcosa da parte. Ma la sensazione che da oggi avere un fondo cassa per il sostegno alle spese familiari è quasi pari alla gioia di ritrovare qualche spicciolo dimenticato nei jeans dalla vecchia stagione.

Il risarmio è qualcosa cge fa parte di noi, nessuci obbliga a risparmiare come nessuno dovrebbe obbligarci a spendere..Anche se non è sempre vero. La vera abilità di questi tempi è tagliare il superfluo. Tutti parlano di tutela del risparmio oggi, ma prendiamo un esempio pratico dalla vita di tutti i giorni per sapere se questa politica esiste davvero o è solo demagogia.

Luigi, 56 anni una vita di sacrifici per garantire a se stesso e alla sua famiglia un futuro solido e una vita dignitosa. Anche lui ome tutti i risparmiatori si trova a dover affrontare la crisi che lo vede alle prese con i tagli delle spese per il netto calo del lavoro e quindi della già magra busta paga.

Nonostante abbia condotto una vita all’insegna del risparmio non si è mai fatto mancare nulla. Come tutti possiede un auto che, nonostante sia un bene superfluo di fatto, per la società in cui viviamo è diventata un bene di prima necessità. Non si è mai concesso il lusso di acquistare auto alla moda e di cambiarne una ogni tre anni per il solo vezzo di mostrarla con orgoglio. Bensì, ha sempre inteso l’auto come mezzo di trasporto quale è, con il solo scopo di utilizzarla per le funzioni a cui è destinata .

Luigi possiede un auto che ha acquistato tramite la ditta in cui lavora, è stata una occasione e da tale l’ha colta al volo. E’ assicurato con la sua compagnia da più di 35 anni senza aver mai avuto sinistri con colpa, possiede infatti la carta d’oro. Quest’anno però, non si è visto tutelato da risparmiatore quale è. Sfortuna ha voluto che fosse coinvolto in un sinistro senza colpa, una donna uscendo da un parcheggio gli ha distrutto il lato passeggero dell’auto.

Luigi da questa esperienza non ancora conclusa, ha imparato che oggigiorno essere risparmiatori fino in fondo non conviene più. Avere un’auto con più di dieci anni ma che funziona perfettamente è sonsigliato rispetto ad averne una nuova.

Oggi si ritrova costretto a cambiare l’auto, proprio quando probabilmente la sua ditta lo lascerà a casa perchè non c’è lavoro, perchè la sua assicurazione non gli riconosce nemmeno un quinto della spesa che dovrebbe sostenere per riparare l’auto. Perchè? Beh perchè il suo mezzo ha più di dieci anni e non vale più nulla!

Quindi, che resta da fare? Pagarsi il danno di tasca propria e far riparare l’auto o comprarne una nuova cercando di sfruttare almeno gli incentivi? Così il bilancio di quest’anno chiuderà in passivo con due voci impreviste “mancanza di stipendio per poco lavoro” e “acquisto auto nuova”.

Questa è una politica a favore del risparmio e a tutela del risparmiatore? A voi l’ardua sentenza….

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