Netbook il computer bonsai



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Le vendite del computer sono le peggiori dal 2002 ma i netbook vanno in controtendenza e assieme ai televisori piatti presentano listini seguiti dal segno più. Netbook, non notebook: nessun errore o rifuso di stampa. Stiamo parlando di una sottocategoria dei computer portatili, che dopo l’entusiasmo della novità stanno allargando la loro nicchia di mercato.

 Una nicchia ben precisa e delineata. Il vantaggio dei più importanti marchi è stato di aver creato una nuova funzione d’uso che ha sfondato. Niente video, niente grafica, niente multimedialità. Però la video scrittura si. È in generale un prodotto leggero e spartano e in più a basso costo che ha incontrato i gusti del pubblico.

Le vendite dei portatili nel loro complesso è stato così superato, anche con il contributo dei Net book, per la prima volta nella storia del PC da casa: 60 a 40 il rapporto in percentuale nel mercato italiano,80 a venti in termini di valore. Ma come nasce e come si spiega il fenomeno di questi mini portatili. Il tentativo a fare da ariete dello scorso anno è stato l’eee Pc di Asus con uno schermo da sette pollici e il sistema operativo linux. Oggi la grande maggioranza dei Net monta Windows XP ed è prescelta con schermo da 8,9 pollici con tendenza verso il 10,2 pollici. I pc bonsai, come vengono anche definiti, sono strumenti essenziali che consentono una facile connettività alla rete ovunque ci si trovi. I mini portatili sono pensati per utenti nomadi, studenti o professionisti, essendo facili da portare in giro. Con le dimensioni è ridotto anche il loro peso che varia tra i 500 grammi e il chilogrammo.

 Ma c’è da aggiungere che rispetto ai loro progenitori pagano pegno in termini di qualità di materiali. Nati per eseguire operazioni di base, presentano nelle nuove generazioni forse le più avanzate: alcuni prototipi di alta gamma da poco in commercio includono  la navigazione immediata in Internet appena acceso il computer, il navigatore GPS e il sintonizzatore tv. Insomma, più cose nella stessa macchina sempre però alimentata da un processore non  abbastanza potente da poter vedere un film o dilettarsi coi videogiochi. Ultimo ma non per importanza, il fattore prezzo. Ma vediamo  a chi servono veramente i miniportatili. A chi ha già un computer primario e vuole un sistema d’appoggio per avere informazioni in mobilità e lavorare con le applicazioni che non richiedano troppo spazio. A chi vuole navigare in Internet e consultare la posta elettronica non su uno smartphone. A chi, perché no?, è sensibile al design e si fa attrarre, come in una recente proposta di Hp, da un prodotto disegnato per un pubblico femminile.

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