Per Internet Explorer, un cambiamento significativo



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I numeri parlano chiaro: 1,676 miliardi di euro.

Sono le multe che la comunità europea ha comminato alla Microsoft negli ultimi 15 anni. L’ultimo caso è quello relativo ad Internet Explorer. Il più noto ed, nonostante la sempre più accesa concorrenza, il più utilizzato browser web su sistemi Windows. Il software Windows, installa automaticamente il browser settandolo in maniera automatica come predefinito. Ciò, nonostante sia pratica vecchia quanto Windows stesso, ha allarmato l’UE in materia di violazione (presunta) delle normative sulla concorrenza.

La Microsoft, come anticipato dal sito Bloomberg nei giorni scorsi, ha scelto di patteggiare, dando, per la prima volta, la possibilità agli utenti di scegliere sin dall’inizio se installarlo o meno.

La questione, seppure sembri semplice cronaca in apparenza, non è così scontata, e si veste di un valore simbolico non indifferente. La Microsoft ha sempre fatto della completezza e della compattezza dei suoi pacchetti software un punto di forza. In particolare, la battaglia nel campo dei software browser, è da sempre stata una delle più accese: prima contro Netscape in un’epopea che fa ormai parte della storia di Internet; successivamente ha goduto d’un periodo di dominio quasi totale e incontrastato che vedeva pochi e saltuari oppositori, dei quali vanno ricordati Opera e Safari. Infine l’era Firefox che tutti conosciamo, e quella dei nuovi Google Chrome (interessante ma ancora in fase di rodaggio, ne parleremo), e Maxthon (oltre a tantissimi altri, meno noti, per la lista – quasi – completa cliccate qui).

La misura con la quale Microsoft ha stretto la morsa di questa battaglia è riscontrabile nella quasi totale “disinstallabilità” di Windows Explorer nei sistemi operativi Windows: provare per credere. Esso non appare nella fatidica finestra “installazione applicazioni” come ogni altro normalissimo programma… al punto da diventare una vera e propria maledizione per molti utenti, che proprio per questa sua caratteristica, hanno inventato, trovato e addirittura redatto guide, per aiutare gli altri a rimuovere il non amatissimo software di web navigation (all’epoca la celebre quanto disastrosa versione IE6).

Quindi, aprire le porte alla scelta degli utenti, significa operare una scelta importante nelle politiche aziendali, aprire finalmente le porte alla concorrenza, favorendo una scelta basata più sulle caratteristiche dei browser, che sulla pigrizia di doverne scaricare uno. Ciò non può che giovare, e non solo al campo dei browser… non si tratta che di “una sola” delle applicazioni che Windows propina ai suoi utenti in maniera predefinita… chissà se prenderanno presto questa strada anche le altre…

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  • Guarda, sono contento che finalmente Microsoft cominci a pensare a quello che ha fatto. Ha creato un sistema operativo molto semplice e immediato, alla portata di tutti, ma poi, sui programmi, da qualche anno a questa parte, ha dormito troppo sugli allori

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