Piccoli Nas Crescono | Network Attached Storage



addonics_nas.jpgI Nas non sono più un lusso riservato a uffici e aziende: oggi con meno di € 500 potete acquistare un piccolo server completo di dischi per espanderlo. C’è di più: un Network Attached Storage sviluppato per l’utilizzo domestico non si limita a fornirvi qualche gigabyte per conservare foto e documenti, ma vi consente di eseguire il backup dei personal computer, di accedere a  file video e audio direttamente dal media extender che avete nel salotto di casa; può persino ospitare il vostro sito Web personale. Il tutto nel segno della massima affidabilità, anche in caso di rottura di un disco.

I nas sono in primo luogo apparati di rete: le informazioni archiviate sono accessibili da tutti i computer della lan come una qualsiasi risorsa condivisa, senza dover installare nessun software sulle macchine a prescindere dal sistema operativo dei terminali; potete anche collegarvi al server da postazioni remote attraverso Internet, sfruttando ad esempio il  server ftp integrato in tutte le unità. A differenza dei normali dischi esterni, questi dispongono inoltre di un sistema di autenticazione e gestione delle risorse che permette di definire utenti e gruppi di lavoro, assegnare a ciascuno di essi privilegi di lettura e scrittura sullo spazio di storage e creare cartelle private per ogni gruppo o utente. Quasi tutti i modelli dispongono poi di una o più porte usb. Potete utilizzarla per espander ulteriormente la capacità del sistema attraverso dischi esterni o per riversare in pochi secondi su di esso le foto della vostra fotocamera digitale, il contenuto di una penna o di un disco portatile. In alcuni casi le porte consentono di agganciare adattatori o gruppi di continuità.

Oltre alla semplice archiviazione,una delle funzioni per cui questi sono storicamente utilizzati è il backup delle informazioni sensibili presenti sul computer della rete. Il sistema più immediato per eseguire delle copie di sicurezza consiste nell’affidarsi a uno dei numerosi software per PC disponibili anche gratuitamente o agli strumenti integrati nella maggior parte dei sistemi operativi, Windows XP e vista inclusi.Permettono non solo di eseguire copie di determinate cartelle, ma anche di creare un’immagine dell’intero sistema trasferendola poi verso l’archivio di rete. In questo modo in caso di imprevisti grandi potete ripristinare il computer con tanto di applicazioni installate, configurazioni e date, esattamente com’era al momento dello snapshot salvato. Le procedure di backup appena descritte sono avviate  e controllate dal PC, mentre server hanno un ruolo prettamente passivo rappresentando essenzialmente la destinazione delle copie di sicurezza. In alternativa, con i modelli possono gestire delle attività di backup attivo agendo di propria iniziativa per poter catturare i dati sensibili.Al di là dei servizi di archiviazione e backup, gran parte dell’interesse che questi possono generare negli utenti è dovuto alle funzioni multimediali integrate.

Una delle caratteristiche a nostro giudizio più accattivanti, e condivisa da tutti dispositivi in prova, è il supporto allo standard Upnp AV,1’architettura che permette di usufruire dei contenuti multimediali immagazzinati in un server direttamente sull’impianto televisivo e hi-fi di casa. Per sfruttare queste capacità è necessario una ricevitoria compatibile. L’adesione di dischi multipli un aspetto fondamentale delle piattaforme. I dispositivi dualbay, in particolare, possono realizzare la copia di hardisk a bordo in quattro potenziali configurazioni: dischi singoli,jbod,raid 1 e raid0, ognuna caratterizzata da peculiari vantaggi e svantaggi. La configurazione dischi singoli è la  più semplice: ogni hardisk è gestita indipendentemente dall’altro; si tratta dell’unica modalità attuabile in presenza di un solo disco, ma è raramente utilizzata con due moduli. L’architettura Jbod effettua invece una semplice concatenazione dei due dischi al fine di creare una unica logica di dimensioni maggiori. Le architetture Raid sono invece mirate ad incrementare le performance o la robustezza del sistema. Il Raid1, in particolare, gestisce dischi in mirroring: tutti i dati sono scritti contemporaneamente su entrambi i moduli, conservando di fatto una copia di sicurezza aggiornata in tempo reale. In caso di guasto a una delle due unità, non soli i dati restano accessibili all’utente, ma il sistema rimane perfettamente operativo.Un sistema Raid0 punta invece a massimizzare prestazioni, anche a scapito della affidabilità: in questo caso le informazioni sono infatti suddivise in blocchi che vengono poi distribuiti parallelamente sui due hard disk , questa tecnica diminuisce la latenza e la velocità di trasferimento.In caso di rottura di disco, però, tutti i dati sono irrimediabilmente perduti.Se decidete di sfruttare il sistema come dispositivo di backup per dati particolarmente importanti, i nostri consigli sono quelli di configurare due dischi di sistema in modalità Raid1. Se invece la vostra priorità è lo spazio di archiviazione, puntate sul Jbod. Sconsigliamo il Raid0 che a questi livelli non porta benefici significativi d. Per aumentare ulteriormente l’affidabilità del nostro sistema di storage, potete sfruttare le porte e con le gradisca esterna su cui effettuare una copia di sicurezza del informazioni più portanti. Alcuni modelli permettono inoltre di attuare queste procedure non solo su dispositivi usb collegati direttamente, ma anche verso altri sistemi o server esterni.

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