Posizionamento: le tattiche spam pericolose



Come si scrive una pagina web per i motori di ricerca? Quali tecniche possiamo utilizzare? E quali sono invece considerate spam o simili allo spam?

Tornando indietro nel tempo, all’inizio del Millennio, troveremmo milioni di pagine web costruite in un modo elementare, non tanto dal punto di vista grafico, quanto da quello del posizionamento sui motori di ricerca. Le migliori tattiche di ottimizzazione on page, ai bei tempi, erano possibili anche per motivazioni stilistiche: il css non aveva ancora preso piede e le istruzioni grafiche erano impartite attraverso il semplice comando html. Pertanto si poteva:

1) Utilizzare del testo nascosto, codificando il colore dello sfondo e del font allo stesso modo (testo bianco su sfondo bianco). La pagina, a prima vista, non presentava un abuso di keywords. Ma sarebbe bastato evidenziare lo sfondo per far risaltare il testo nascosto.

2) Il Keywords stuffing esplicito. L’abuso di parole chiave nel testo, stavolta mostrate, con un abuso pressoché totale e non in linea col principio di fornire informazioni. Oggi si parla di rilevanza delle parole chiave nel testo, ma viene consigliato di non usarne troppe, facendo riferimento, semai, alla correlazione semantica del testo costruito intorno alle parole chiave.

3) Over-ottimizzazione dei meta tag. Anni fa bastava ottimizzare i meta tag “description” e soprattutto “keywords” per avere un buon ritorno dagli spider. Oggi questa pratica è del tutto abbandonata, tanto che alcuni sostengono che è inutile compilare il meta tag “keywords”.

Ancora oggi queste tecniche sono da evitare, perchè le ho viste utilizzate in siti dei quali mi sono poi occupato (passando con una matita rossa e inviando mail al webmaster che le aveva realizzate). Altre tecniche riguardano più che altro l’iper-ottimizzazione. Non si deve mai esagerare, ne con il testo, ne con le parole chiave, badando in primo luogo a fornire contenuti attendibili e a farsi linkare da fonti autorevoli o quanto meno non passibili di penalizzazione.

Oggi una pagina web va costruita secondo uno standard consumato, nel quale gioca un ruolo decisivo il testo. Una volta ottimizzato il tag title, si deve passare alla pagina vera e propria. I titoli vanno messi in ordine gerarchico, i paragrafi vanno separati, si deve dosare l’utilizzo del grassetto e del corsivo, non si deve esagerare con il corpo del carattere, le immagini devono avere ottimizzato il tag “alternativo” e dulcis in fundo, nel footer non vanno inseriti elenchi di parole chiave, ma solo le informazioni sul copyright e le credenziali. Osservando queste poche regole di sicuro non si viene penalizzati. Anzi, con un buon testo si scalano i motori di ricerca.

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  • Tutto vero, ma aggiungerei una cosa: i fattori ‘on page’ non sono i soli, né i più importanti, per l’ottenimento di buoni posizionamenti e della conseguente visibilità. E’ molto importante la popolarità di un sito, misurabile in numero di inbound link (link da siti esterni) che si possono vantare. E qui si torna alla bontà dei contenuti, che possono far diventare un sito un punto di riferimento per gli argomenti trattati e, di conseguenza, far guadagnare i tanto agognati link in entrata.

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