Presentazione e contenuti di una pagina Web



Aspetto e contenutoUna finestra di un browser (ma anche l’area visuale di un palmare) sono per loro stessa natura materie “liquide”, poichè una infinità dei personalizzazioni e di parametri applicati da ciascun utente può andare a modificare la resa visiva degli elementi tanto faticosamente costruiti ed intabellati.

La PRIMISSIMA cosa da tenere presente, nella costruzione di una pagina web, è che questa è costituita da due soggetti distinti e separati: I CONTENUTI e LA PRESENTAZIONE.

La gestione e la trasmissione dei contenuti è, in sostanza, il motivo per cui il Web E’ NATO, SI E’ SVILUPPATO ED ESISTE.

L’estetica è solo UNO degli elementi che concorre, anche se in buona parte, alla corretta trasmissione dei contenuti: ma se i contenuti possono esistere anche privi o scevri di ogni formattazione estetica, l’estetica in sè, senza contenuti, non ha senso di esistere.

Sia i contenuti, sia l’estetica che li presenta, devono essere organizzati secondo precise regole di strutturazione semantica, sulla base delle gerarchie di significato che ogni contenuto deve rappresentare cognitivamente, ed al quale l’estetica deve dare il suo contributo per avvalorare, tramite presentazione, la percezione di tale rilevanza.

Facciamo un esempio semplice per definire questi concetti.

La struttura di un libro è organizzata per titolo principale, sottotitolo principale, titoli dei capitoli, sottotitoli dei capitoli, testo corrente, eventuali immagini, didascalie, note.

La grafica del libro è organizzata in modo da dare una notevole rilevanza al titolo principale, una proporzionale rilevanza al sottotitolo principale, una adeguata dimensione dei titoli e dei sottotitoli interni, una dimensione agevole di lettura del testo corrente, un rapporto fra “i neri” (i testi si definiscono così, in gergo tipografico) e le immagini, ed una minore dimensione del testo utilizzato per didascalie e note, PROPRIO per evidenziare, al lettore, la relativa importanza dell’ordine di lettura fra il testo principale ed i testi di corollario.

Sul web, ci ritroviamo ESATTAMENTE nella stessa situazione, con una struttura di contenuti principali (testata, corpo pagina, elementi di navigazione) ed una corrispondente struttura relativa ad ogni elemento interno al corpo pagina che ne definisca le priorità gerarchiche di lettura.

Per cui, non possiamo più parlare di “GABBIE DI IMPAGINAZIONE”, bensì di FORMATTAZIONE DI AREE DI CONTENUTI [che è la funzione dei CSS, in sostanza], e di gestire il loro posizionamento l’una relativamente all’altra, in modo tale da consentire a questi vari elementi di “scivolare” in un flusso logico senza alterare la strutturazione semantica che, come una spina dorsale, guida la creazione dell’intero impianto della pagina web… l’ “effetto gomma” o, più appropriatamente, il LIQUID DESIGN, appunto.

Prima di dedicarsi alla programmazione ed all’apprendimento di linguaggi dinamici, occorre capire prima di tutto DI COSA E’ FATTA la materia che stiamo lavorando, poichè (in una generalizzazione assoluta della definizione), ASP, PHP, ecc altro non sono che strumenti automatizzati per l’acquisizione, la rielaborazione, la gestione e la riproduzione di contenuti, ma se non è chiara la semantica con cui questi contenuti devono essere trattati, esattamente come per l’estetica, rimangono tecniche fini a loro stesse senza un reale costrutto nè un reale fondamento.

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