Professione Blogger: in Italia come si guagagna?



La parola chiave più ricercata su Google, che ci interessa maggiormente,  è anche questa settimana “guadagnare su Internet” ed affini.
Anche “guadagnare blog” non è da meno quindi ho fatto una piccola ricerca di come si pensava divenissero i “guadagnatori bloggers” oggi, da uno studio di qualche annno fa.
Sono in possesso di un piccolo report di 44 pagine di un tale Marco Faré del European Journalism Observatory (www.ejo.ch) dell’Università della Svizzera Italiana facoltà di Scienze della Comunicazione.
Analizziamo quindi il suo pensiero di allora e la situazione “blog” di oggi.


Dopo un approfondito escursus sulla situazione dei blog in Usa e in Eu nel quale si capisce che da 70 mil. di blog di allora saremmo arrivati agli attuali 120 mil.,  si passa al ritratto dei bloggers:
il blogger medio era un 24enne fino ad un 35enne ed aveva un livello di istruzione fortemente più alto della media; guadagnava in media 11% in più dei navigatori Internet e scriveva i suoi post circa 2/4 volte al mese.
Sostanzialmente questi dati oggi non cambiano se non nell’età media un po’ inferiore ed un po’ maggiore, e vanno quindi dai 17 ai 40 anni di età.
Oggi come allora il 99% dei blog é riservato ad un pubblico estremamente ristretto (amici e qualche fans),  non ha molti accessi mensili e sopprattutto non si guadagna molto o giù di li (anche nel 2006 esisteva Adsense ed anche nel 2006 gli utenti e visitatori cliccavano poco sugli annunci di Google).
Pochi (issimi) blog avavano diversi accessi al giorno (superiori ai 5000) ma quelli che potevano contare su questo mole di presenze guadagnavano già 1500/2000 $ al mese anche se questa era ed è l’eccezione non la regola.
Non necessariamente il blogger di successo era un personaggio famoso: giornalista esperto SEO o cose così, spesso il blog era gestito da persone comuni che pian piano vedevano crescere il loro conto in banca ed abbandonavano il proprio lavoro per dedicarsi alla professione di bloggers (questo non in Italia).
Il report fa anche una panoramica di come si poteva guadagnare al tempo:

1- Adsense (lo strumento principe alla data odierna)
2-vendita spazi pubblicitari
3- associazioni tra bloggers (spartizioni delle nicchie e super nicchie troppo piccole per essere importanti nel mondo offline).
4- aziende che pagano per recensire i propri prodotti (poco etico ma molto remunerativo)

Sostanzialmentee sono gli stessi metodi di guadagno di oggi.
Il punto 3 è sicuramente il meno usato oggi in Italia.
Analizziandolo capiamo che ad oggi la strada più percorribile e più remunerativa (rete di blog-network di blog-blogosfere) é quella ma, è possibile oggi in Italia vivere di Blog?
Un blog solo anche molto popolare non é sufficente ad attirare investimenti sensibili cosa che invece è molto probabile se si crea una rete di blog.
La particolarità rispetto a programmi di affiliazione che in passato non hanno avuto molta fortuna (web rings), è che si parte dal network, non dal blog; dal generale e non dal particolare.
Come funziona?
La batteria di blog opportunamente preparata per ricevere l’input pubblicitario (qualsiasi prodotto o infoprodotto sia) annuncia l’articolo in vendita e “spara bordate” pubblicitarie all’unisono (o quasi).
Questo permette di fare breccia all’interno della nicchia di riferimento in modo totale ed in brevissimo tempo (di solito meno di un mese).
Il più bravo guadagnerà più provvigioni o compensi, frutto di una migliore interpretazione del mercato.
E’ stato il caso di Autostima.net o della Bibbia di Adsense, per citarne alcuni più recenti.

Quindi:
1- ci si accorda in “rete” (network)
2- si producono prodotti
3- si definisce la data del lancio (modello temporale)
4- a tale data ogni blogger interpreta il prodotto circa il mercato
5- si ricevono i guadagni
(si noti la differenza sostanziale in relazione ai modelli di affiliazione)

Un esempio è quello M. Montemagno con il suo progetto del 2006 “blogosfere.it” iniziato proprio in quell’anno e relativo al mercato italiano con le dovute differenze.
Ma questa è un altra storia…

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