Pubblicità, perchè in internet è diversa?



Anni fa ci fu il boom della pubblicità in rete, si ritenne a torto che portare la pubblicità da riviste e giornali a internet potesse avvenire senza modifiche. Ma non era e non è così: internet ha molte peculiarità, se io compro una rivista, presumibilmente non ne compro un’altra lo stesso giorno, o per lo meno non le sfoglio entrambe nello stesso momento. In internet invece questo puo’ accadere e accade, la stessa persona visiona più pagine con pubblicità differenti o addirittura con le stesse pubblicità nello stesso momento, diventa quindi prevenuta nei confronti della pubblicità perchè non la vede ogni 4-5 fogli, ma in ogni pagina. I primi banner (per intenderci quelli che appaiono in alto nella pagina, rettangolari) sono ormai snobbati dalla gran parte dei navigatori, per di più prima i banner erano decontestualizzati, siti che parlavano di programmazione avevano banner di siti porno o di agenzie di viaggio, o comunque assolutamente non pertinenti (a meno di non avere una fervida immaginazione).

Nel 2000 ci fu quindi una profonda crisi della pubblicità in internet, non rendeva più a nessuno, da varie parti si parlò del fallimento dei guadagni da pubblicazione di pubblicità, chi disse che sarebbe scomparsa da lì a pochi anni, alcuni affermarono che in internet non potesse esistere la pubblicità chi più realisticamente e più lungimirante disse che la pubblicità in internet doveva essere differenziata da quella sulla carta, che doveva pensata e fatta in modo nuovo. In che modo? Con la pubblicità tramite link, il modo più semplice, più simile, in sintonia con la natura di internet e della sua ragnatela fatta appunto di link. Quindi link pertinenti col contenuto della pagina (ad esempio quelli qui sotto) che portano il lettore interessato a cliccarci sopra. E il lettore sarà maggiormente interessato quanto più il link pubblicitario sarà pertinente al contenuto della pagina in cui si trova, simile non solo nel contenuto ma anche nella grafica, poichè deve esserci continuità, ossia il lettore sa che si tratta di una pubblicità, ma la differenza deve essere così sottile da non predisporlo negativamente nei confronti della stessa. Siamo così inondati di pubblicità che anche là dove sarebbe per noi un servizio utile non la clicchiamo perchè ci disgusta, per questo il successo dei link pubblicitari contestualizzati nel contenuto e nella grafica ha successo, non disgustano, sono simili ai link contenuti nel resto della pagina, li clicchiamo perchè sappiamo che ci porteranno verso contenuti di nostro interesse.

Si passa quindi da una concezione dell’utilizzatore di internet come soggetto infantile attratto dai disegni e colori e lucine intermittenti (così erano le pubblicità in internet, insegne luminose) a una concezione di utilizzatore intelligente, maturo, interessato e attratto dai contenuti, che li clicca solo se questi rispondono ai suoi interessi.

Lkv

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