Quale File System scegliere per Linux



Il file system è la parte più importante da gestire quando si installa un sistema e ancora di più per il sistema operativo Linux, in quanto, di solito, devono essere utilizzati più partizioni. Di solito in una installazione di Linux che si rispetti ci devono essere almeno: /boot, /( root ), /home. Vedremo nel corso dell’articolo quale scegliere per ognuna di queste partizioni.

Non inizio parlando della disposizione dei dati in un hard disk, dico soltanto che il file system è la parte software che detta il modo di scrivere i dati su un supporto, che sia cd, dvd, penne usb, memory card. Si capisce da quanto detto che utilizzare quello più veloce e soprattutto affidabile è estremamente importante ( qui tralasceremo il discorso dei dischi raid che non rientra in questo tema ).

Passiamo quindi ad una veloce carrellata dei tipi di file system con pregi e difetti:

  • ext2 – introdotto nel 1993 allo scopo di creare un file system duraturo e stabile ed in effetti per queste sue caratteristiche ( molto usato e testato ) viene utilizzato per la partizione di /boot del sistema, anche perchè vedremo che in questa partizione il journaling ( un registro in cui inserire le modifiche, ma ancora non inserite effettivamente sul supporto ) non serve. Note negative sono la dimensione massima di 4TB e per il fatto che in caso di crash del sistema occorre fare il controllo della partizione, proprio perchè senza journaling.
  • ext3 – il successore del precedente, con il journaling e cerca di colmare le carenze del padre, oggi è il fileystem più diffuso su piattaforma Linux e viene utilizzato soprattutto per la /home in quanto ottimo per partizioni con pochi file, ma di grandi dimensioni. Nonostante la sua lentezza in presenza di file piccoli e numerosi, come quelli della root del sistema, molti lo preferiscono agli altri.
  • ext4 – l’ultimo nato che cerca di colmare l’inefficienza del precedente di fronte a moltissimi file e di dimensioni ridotte.
  • reiser – nato nel 2001 per velocizzare l’accesso a directory con moltissimi file, in quanto riusciva ad inserire più file piccoli all’interno dello stesso blocco. ovviamente quindi è d’obbligo metterlo come il file system della root, anche se ha delle pecche da punto di vista della sicurezza.
  • reiser4 – riprogettato da zero, vuole eliminare le pecche maggiori del suo predecessore, permette la compressione dei file al volo e la crittografia e per ora aspetterei prima di utilizzarlo in ambito lavorativo, magari solo per test.
  • jfs – implementato da IBM per AIX e rilasciato con licenza GNU GPL, questo file system è buono per qualsiasi situazione, è a 64 bit, ma proprio perchè non estremo un pochino bistrattato.
  • xfs – nato per essere utilizzato su sistemi IRIX, è stato il primo ad utilizzare il journaling. Gli svantaggi sono nella lentezza a creare cartelle e files, ma è poco soggetto a frammentazione grazie alle tecniche di allocazione ritardata dei blocchi, anche se debole per crash di sistema proprio per questa sua ultima caratteristica. Utilizzato molto in ambito di server multimediali, in quanto ottimo per gestire file di grandissime dimensioni.

Logo Linux

Possiamo anche utilizzare file system vfat e ntfs anche in Linux, ma questi secondo me stanno bene in ambito Windows.

Per domande o chiarimenti mi trovate su software-sviluppo.blogspot.com.

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