Recensione: Angry Birds Space HD



“Nello spazio nessuno può sentirti urlare” e stai sicuro che se sei un maiale verde urlerai e parecchio!
La saga degli incazzatissimi e fiondatissimi uccellini arriva al suo nuovo capitolo.
Come avevamo visto dalle anticipazioni, non si tratta di un semplice seguito con le ambientazioni cambiate: i nostri eroi questa volta devono aver a che fare con campi gravitazionali.

In pratica fionderemo i nostri uccellini in mezzo a scie di asteroidi e piccoli pianeti facendo i conti con la legge della gravitazione universale: ogni volta le traiettorie saranno influenzate dalla distanza e dalla dimensione del pianetino dove si nasconde il malvagio verdognolo di turno.

I personaggi classici hanno subito un restyling e si sono fatti l’abito che fa il verso a qualsiasi film/serie tv a sfondo sci-fi: passando per vezzi estetici di un futuro stile anni ’50 arriviamo agli immancabili riferimenti a Star Trek.
Le schiere del nostro esercito sono anche arricchite da nuovi personaggi: alla seconda sciarada di schemi troveremo un volatile freddoloso in grado di congelare le rocce.
Altrettanto simpatica è la variante viola dell’uccellino giallo che nel precedente episodio metteva il turbo con un tap: in questa versione ha acquisito la capacità di mirare un bersaglio.

Altra novità interessante è la presenza dell’aquila: se nel primo Angry birds dovevamo scucire il soldino per avere l’aquila che ci risolvesse la situazione, questa volta vinciamo i suoi interventi man mano che giochiamo.
La colonna sonora ci ri-arrangia il tema facendo il verso a tutti i classici anni ’60-’70: qua e là troviamo un hammond evocativo miscelato ai classicissimi suoni da Korg analogico che da sempre identifichiamo con i rumori degli UFO.

Attenzione: questa volta avremo anche i boss di fine livello!
Ci daranno parecchio filo da torcere ma penso che qui nessuno abbia paura a mettersi in gioco!

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