Recensione: Assassin’s Creed Brotherhood
Eccomi a recensire, con un po’ di timore reverenziale, uno dei videogiochi che tutti sapevano già sarebbe stato il migliore gioco del 2010, ancora prima di provarlo… sarà così?
Dopo l’aver investito una notevole quantità di tempo nel in Assassins Creed Brotherhood, posso tranquillamente affermare che più che un nuovo capitolo, sembrerebbe una versione perfezionata e migliorata del già ottimo Assassin’s Creed 2… con alcuni nuovi accorgimenti.
Se c’è un difetto con Brotherhood è che non riesce ad introdurre a dovere i novelli della serie nella storia e nell’ambientazione. Se questa è la tua prima partita nel mondo di Assassins Creed, non verrai emotivamente coinvolto come qualcuno che ha seguito la serie fin dall’inizio. In effetti, solamente un breve video riassume quanto accaduto prima e certo non spiega esaustivamente ai “novellini” il plot narrativo generale.
In questo nuovo capitolo ci troviamo di nuovo a prendere il controllo di Ezio, per tentare di ricostruire l’ordine degli Assassini a Roma. Ricostruire l’ordine degli Assassini è, però, più di un semplice espediente narrativo. In circa un terzo del modo attraverso il quale vi muoverete nel gioco si avrà la possibilità di assumere cittadini di Roma per il vostro ordine. Una volta fatto questo, si potranno ottenere contratti da tutto il mondo e mandare questi assassini ad eseguire i vostri ordini, guadagnare denaro e creare una vostra squadra personale di assassini, al fine di meglio assistervi durante le missioni principali del gioco. Non c’è niente di più soddisfacente che selezionare un obiettivo per la strada e chiamare uno dei nostri assassini che, apparendo magicamente da un tetto circostante, taglierà la gola al vostro bersaglio, prima di sparire in una nuvola di fumo. Tutto ciò fa sembrare Ezio una specie di boss, un padrino, proprio come suo padre fu prima di lui.
Ogni missione avrà una percentuale di completamento e per raggiungere il 100% avrete bisogno non solo di portarla a termine, ma di superrare una serie di micro obiettivi come il non toccare ma terra durante un inseguimento, o completare una missione in meno di cinque minuti. Ad ogni modo anche se la missione sarà portata a termine con una percentuale minore del 100%, si potrà sempre rigiocare.
Non avrei mai immaginato di vedere una cosa come il multiplayer in Assassin’s Creed.
Ci sono ancora tante piccole cose di cui potrei parlare, ma vi rovinerebbero l’esperienza di gioco e soprattutto non cambierebbero il fatto che ci troviamo davanti all’ennesimo capolavoro della saga. Gli aspetti multiplayer possono essere migliorati ma la partita in singolo si rivela on’ottima esperienza.
