Recensione Asura Wrath



Dopo un’attesa estenuante è uscito: Asura Wrath, un action game di casa Capcom, la stessa Capcom che ha iniziato a deliziarci all’epoca con Devil May Cry inaugurando il genere stylish action.
I teaser facevano una promessa chiara: con questo titolo ci sarà da spaccare tutto urlando come degli ossessi.
Oggi possiamo dire che gli autori sono stati di parola.

Il protagonista vive tutte le vicissitudini gonfio di una rabbia che, (s)fortunatamente per i nostri joypad, non si placa mai. In buona sostanza diciamo che tutta la storia e l’azione sono pregni degli elementi tipici di Dragonball e Kenshiro: personaggi grossi e incazzati che lottano fino allo stremo utilizzando a più non posso colpi energetici in grado di sfasciare mezzo pianeta.
I momenti in cui avremo la barra del berserk piena e potremo scagliare il colpo finale di turno sono una delle cose più appaganti della storia.

Il gioco è sostanzialmente un beat ‘em up a scorrimento, o meglio, la diretta evoluzione del genere in quest’era 3D.
Il combattimento duro e puro si mescola ad altri elementi che arricchiscono l’esperienza di gioco: alcune fasi sono una sorta di shoot ’em up, altre invece sono piene di quicktime event.
Un particolare sui quicktime event: vi faranno urlare all’unisono con Asura, vi capiterà di dover premere il tasto di turno per un numero di secondi tale che probabilmente andrete in tachicardia.
L’aspetto positivo delle sezioni shoot ’em up è che non sono semplici intramezzi, dei giochini dentro il gioco; sono schemi veri e propri fatti veramente bene, tanto che potrebbero comodamente farci un titolo a parte.
Ricordate i pur simpatici giochi di inframezzo di Bayonetta? Ecco, moltiplicateli per 10.

La sceneggiatura del gioco è molto bella, si tratta di una trama epico-mitologica in uno scenario fantasy-fantascientifico.
Particolarmente di classe il fatto che gli schemi siano puntate di un ipotetico serial anni 70, imperdibili le chiusure di fine schema con il simbolo giapponese “continua” che molti riconosceranno al volo.
La grafica del gioco è ineccepibile: ambientazioni mai uguali e tutte suggestive, magari ci sarebbe piaciuta una resa più realistica ma lì finiamo nel dominio delle scelte della direzione artistica, quindi i classici ambiti dove può essere vero tutto e il contrario di tutto.
Apprezzabilissima anche la colonna sonora: un orchestrale con i controfiocchi che durante uno schema rende omaggio alla musica classica europea durante uno scontro con il badass di turno.

Quindi: trama coinvolgente, azione che non stufa, giocabilità che cambia di schema in schema, bell’impatto visuale…dov’è la fregatura?La fregatura purtroppo c’è: un bel gioco dura poco!Il numero fisico di ore, tolti i suggestivi cut-scene, è veramente troppo esiguo per i 69,90 € di copertina. Ci auguriamo che stiano per uscire dei DLC (gratis, grazie!) che prolunghino il nostro devastare tutti a forza di bolle di energia di dimensioni titaniche: basta una modalità arena in cui possiamo calcare la mano a forza di tirare sei pugni alla volta. Con i dlc di Ninja Gaiden II le ore quintuplicano, speriamo che anche Asura segua la stessa strada del buon Ryu Hayabusa.

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