Recensione del PRS-T1, l’ebook reader di Sony



L’ebook reader della Sony è uno dei più leggeri al mondo nella sua categoria, dato che pesa solo 168 grammi. Ha un prezzo che supera di poco Kindle di Amazon ed offre delle pecualirtà decisamente interessanti La scocca è robusta e ben aderente, la plastica posteriore lo rende piacevole da tenere in mano. Il touchscreen da sei pollici offre una risoluzione di 800×600 pixel e si presenta straordinariamente nitido e di facile lettura.

Non c’è retroilluminazione, il che allunga la durata di vita della batteria, che arriva addirittura fino ad 1 mese, ma ovviamente solo se si lascia il WiFi staccato. Con il PRS-T1 della Sony sarà possibile acquistare libri direttamente dall’e-book store dell’azienda giapponese.

L’ebook reader di Sony non si limita a farci leggere gli e-book, però, dato che ci permette anche di leggere i file PDF, ad esempio. Attenzione che non è invece possibile leggere gli ebook acquistati dall’Amazon Store, dato che hanno un formato proprietario che solo Kindle è in grado di leggere. Inoltre con la possibilità di fare “pinch-to-zoom”, ovvero di pizzicare lo schermo per zoomare, è molto comodo per ingrandire scritte in piccolo.

L’aggiunta dello stilo si rivela utile per prendere appunti al volo direttamente sul libro.

Interessante anche l’interazione che si ha con Google e con Wikipedia, nel senso che basta tenere premuto su una parola per avere la possibilità di cercarla in questi due siti web.

Oltre alla possibilità di leggere libri è possibile riprodurre file MP3 ed AAC, anche se per fare questo si ha bisogno di un set di cuffie che non sono in dotazione, ed è possibile visualizzare immagini.

Il PRS-T1 della Sony arriva con 2 GB di memoria, sufficienti per contenere circa 1.200 e-book, ma è possibile integrare altri 32GB di memoria tramite le schede microSD, in modo da poter portare in giro un’intera biblioteca o ampliare la tua collezione di tracce audio ed immagini.

Si tratta di un degno rivale del Kindle, ma il prezzo più elevato rischia di metterlo un po’ fuori gioco.

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