Rivoluzione sul web, da oggi possibili indirizzi in caratteri non latini



20091101calwe9h7Negli anni 80 quando furono istituiti gli indirizzi internet si permise l’uso dei 26 caratteri dell’alfabeto latino impiegati nella lingua inglese insieme ai 10 caratteri numerici ed il carattere “-“.
Nella notte del 30/novembre /2009 a Seoul l’Icann (l’Internet Corporation for Assigned Names and Numbers – l’organismo non-profit che gestisce gli indirizzi della rete), ha approvato indirizzi e domini web con caratteri non latini: in futuro avremo URL in alfabeto cinese, giapponese, arabo, coreano, greco, indi e cirillico.
Questa decisione è molto importante per la metà degli internauti, e con l’espansione di internet in futuro saranno oltre la meta; Edward Yu, amministratore delegato di Analysis International, società di consulenza internet di Pechino, sottolinea come la Rete in questo modo sarà più accessibile agli utenti con un livello di istruzione più basso.

Come si muoverà questa innovazione? Inizialmente ci saranno alcune restrizioni tecniche. I singoli Paesi potranno richiedere un solo suffisso per le loro lingue ufficiali e il suffisso dovrà in qualche modo rispecchiare la denominazione del Paese stesso. Inoltre, per qualche anno non saranno consentite versioni non latine dei suffissi .com e .Org.

In ogni caso il sistema è pronto per i nuovi suffissi, esperimenti in tal senso sono stati condotti da oltre due anni, i principali broswer per la navigazione sono già pronti per i caratteri non latini, mentre per i programmi di posta elettronica vi è qualche problema.

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