Sesso, soldi, genio e tradimento: lo scandalo della nascita di Facebook



Ben Mezrich, 40 anni, di Boston, laureato ad Harvard ed autore di una decina di bestseller, fa tremare gli ideatori di Facebook. Il 14 luglio è infatti in uscita negli Usa per Doubleday “The Accidental Billionaires: the founding of Facebook, a tale of Sex, money, genius and betrayal” (tradotto: “Miliardari per caso: la creazione di Facebook, una storia di sesso, soldi, genio e tradimento”) , 227 pagine. Mark Zuckerberg e Eduardo Saverin, due “secchioni” appassionati di tecnologia, non abbastanza “cool” per rimorchiare le ragazze del campus, cercano espedienti per farsi notare. Grazie alle sue doti di hacker, Mark riesce ad infiltrarsi nel sistema dell’università e scarica le foto di ammissione delle ragazze più belle. Creano FaceSmash, un programma che non faceva altro che far comparire sullo schermo due foto di ragazze, e tramite pochi click le ordinava in una classifica di attitudine sexy. Dopo pochi mesi, il programma raccoglie talmente utenti da mandare in tilt il sistema informatico di Harvard.

Di certo è oramai ben nota la storia del gruppo di ragazzini di Harvard, capeggiati da Mark Zuckerberg, che ebbero l’intuizione del social network che ad oggi consta di 200 milioni di utenti attivi. Quello che non si sapeva, prima del libro-rivelazione, è che dietro al genio si cela un personaggio ambiguo. Grazie alle indiscrezioni spiattellate da Eduardo Saverin, compagno di college di Zuckerberg, la nascita di Facebook sarebbe, come racconta Mezrich, una storia di sesso, tradimenti e soci messi alla porta senza troppi complimenti.

Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook.

Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook.

 

Ma è solo l’inizio. Le ossessioni dei due amici ed in particolare di Mr. Facebook, avrebbero preso dimensioni sempre maggiori. Nel libro si legge, ad esempio, che Zuckerberg sia arrivato addirittura ad accovacciarsi sotto il divano di una studentessa per riversare sul web particolari inquadrature. D’altronde, Mark alla scuola superiore era già finito in una lista dell’Fbi per essersi infiltrato in un sito governativo. Nulla lo ferma, tutto è lecito pur di sfuggire alla nomea di “nerd”. L’immagine di Zuckerberg che emerge è quella di un ragazzo senza scrupoli, disposto a tradire gli amici pur di scalare la vetta della Silicon Valley, un amante del lusso sfrenato, un malato di sesso, che con i primi quattrini degusta carne di koala su uno yacht a largo delle coste australiane.

Sembra che la genesi di Facebook sia meno noiosa di quanto volessero farci credere, anche se i diretti interessati minimizzano, definendo il libro pura fiction. Dal canto suo, lo scrittore afferma di aver riportato la testimonianza di Saverin, ma ammette di aver tratto, in alcuni passaggi del libro, delle considerazioni del tutto personali. Ha scritto un romanzo. Pubblicato sotto la dizione non-fiction.

Quello che è storia è che Eduardo Saverin è stato a lungo in causa con Zuckerberg, che l’aveva brutalmente estromesso dalla compagnia, salvo poi reinserire il suo nome tra quelli dei soci fondatori, una volta che Saverin stesso ha rinunciato all’azione legale, si presume dietro un lauto compenso. Ciononostante, Saverin ha voluto togliersi qualche sassolino dalla scarpa, rivelando retroscena piccanti più che sufficienti ad infangare l’immagine del perfetto american boy di Zuckerberg.

Il libro è un successo annunciato e diventerà presto anche un film, prodotto dall’attore Kevin Spacey e molto probabilmente diretto da David Fincher (regista di film di successo, come “Fight club”, “Seven”, “Il curioso caso di Benjamin Button”, “Zodiac” e “The game”). Secondo la Columbia Pictures, le riprese dovrebbero iniziare entro la fine del 2009.

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  • ma te guarda, un successo! ma la gente è proprio morda di fame, vuole solo farsi gli affari degli altri, e più è grande lo scandalo , più sono contenti…..

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