Softwares per Computer Music & Hard Disk Recording



Softwares per la computer music

I Softwares che possiamo utilizzare per far suonare il nostro computer sono molteplici e si divido in categoria legate al proposito del software stesso.

Prendiamo in considerazione per il momento quattro categorie principali:

-Sequencers

-Audio Editor

-VST/AU/RTAS Instruments & VST/AU/RTAS Effetcs o plug-in

-Linguaggi di programmazione “musical purpose”.

I neofiti sicuramente si troveranno a che fare con softwares appartenenti alle prime tre categorie, ma andiamo con ordine.

Cos’è un sequencer?

Un sequencer è un software che ci permette di importare o acquisire direttamente molte tracce audio o MIDI al suo interno e gestirle tramite operazioni di cut’n’paste e altri procedimenti più complessi per esempio di rounting dell’audio come potremmo fare su un registratore analogico multitraccia.

L’espandibilità di un sequencer dipende essenzialmente dalle risorse messe a disposizione dall’hardware del nostro computer.

In questo influiscono ovviamente il clock della CPU, la Ram, e anche la velocità del nostro Hard Disk.

Un sequencer può inoltre caricare al suo interno strumenti virtuali o effetti virtuali, vediamo cosa sono.

Vst Instruments, Vst Effects

Vst è un formato standard come RTAS o AU, ampiamente supportato da tutti i sequencers e programmi dedicati all’audio.

Uno strumento virtuale è semplicemente un programma che riceve dati MIDI ed emette dei suoni più o meno elaborati. Può essere un campionatore come Halion, Gigasampler, Kontakt, o un sintetizzatore come Arturia Moog che emula il famoso sintetizzatore analogico Moog, o Absynth un sintetizzatore decisamente più sperimentale e senza corrispettivi nel mondo “reale”.

Un effetto virtuale o più comunemente, un plug-in, come avrete intuito è un programma che elabora il suono in entrata, in tempo reale, restituendo un segnale audio modificato. Può essere ovviamente l’emulazione di un semplice Delay, di un Distorsore, ma anche un effetto più particolare come lo Spektral Delay di Native Instruments e come per i Virtual Instruments può essere controllato tramite dati MIDI.

Ci restano quindi due categorie da analizzare, l’Audio Editor e il Linguaggio di programmazione “musical purpose” o semplicemente “Environment”.

Audio Editors

Nel primo caso parliamo di un programma che ci permette di analizzare la forma d’onda di un suono, ovvero la rappresentazione di un segnale audio come progressione della sua ampiezza (asse y) nel tempo (asse x).

Possiamo anche in molti di questi programmi come Wavelab o Sony Soundforge, richiamare dei plug-in per modificare il nostro file audio, o sempliemente dedicarci al cut’n’paste, normalizzare la nostra traccia e via dicendo.

Environments

Gli Environments invece sono dei veri e propri linguaggi di programmazione che ci consentono di costruire delle nostre strutture costituite da strumenti costruiti a nostra volta.
Il capostipite di tutti, è l’ormai obsoleto MusicN.
Già Csound, creato nella prima metà degli anni ’80 sta cadendo in disuso tra le nuove leve, nonostante vanti una comunità di utenti molto vasta, a causa della nascita di una nuova famiglia di linguaggi ad oggetti grafici come MaxMSP o PureData che consentono all’utente di collegare delle “scatoline” che rappresentano delle funzioni particolari per la gestione dei dati grezzi o MIDI o per l’elaborazione dell’audio.
Sostanzialmente consentono un approccio più intuitivo pur mantenendo quelle caratteristiche fondamentali che permettono al suo utilizzatore di avere il totale controllo sulle sue applicazioni musicali, sul proprio suono e sulla sua struttura compositiva.
Esistono anche linguaggi testuali, pur sempre ad oggetti, che vengono utilizzati ancora e sono anche piuttosto giovani.
Parliamo di SuperCollider o ChuCK=> ad esempio, ma per affrontare questi ambiti è necessaria una buona conoscenza dei linguaggi di programmazione in “general purpose”.
Esistono poi dei programmi ispirati a questi Environments ma molto più accessibili, parliamo del famosissimo Reaktor, di PlogueBidule e di Audiomulch che pur mantenendo una struttura grafica a “scatole cinesi” hanno dei moduli già completi.

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  • alekdrum

    bell articolo

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