Starcraft II – Parte I (Introduzione e campagna single player)



INTRODUZIONE

Starcraft II (Wings of liberty) è stato atteso davvero a lungo (l’espansione del primo Starcraft uscì ben 12 anni fa!), e ciò è comprensibile: il primo episodio è una pietra miliare nel suo genere ed è stato uno dei videogiochi di maggiore successo di sempre (ancora oggi è molto giocato online!).

Il nuovo capitolo riprende molte delle caratteristiche del primo (storia curata con molti colpi di scena, tre razze completamente differenti, partite frenetiche e veloci… ) ma con diverse novità (prima tra tutte una buona grafica 3D, ma anche altre che vedremo con calma).

La blizzard è famosa per la cura con cui prepara i suoi titoli, e Starcraft II non fa eccezione: la campagna single player e la storia, le unità e il loro background, la modalità multiplayer sono quanto di meglio ha da offrire il mercato videoludico di questo tipo di giochi (RTS) al giorno d’oggi, ma procediamo con ordine e vediamo nel dettaglio cosa ha da offrire questo titolo.

Starcraft II è disponibile sia per PC che per MAC, e come al solito la Blizzard ha scelto requisiti hardware piuttosto conservativi, per dare la possibilità al maggior numero possibile di giocatori di godersi il titolo, anche con un hardware non più recente (gioco con soddisfazione su un Macbook Pro che ha ormai oltre tre anni, avendo i dettagli su valori medi). Il prezzo consigliato è di 59€, ma su internet si può trovare anche a meno. È completamente localizzato in italiano, ma una volta acquistato il seriale si può scaricare legalmente dal sito il client in ciascuna lingua in cui è disponibile e lo si può installare su quanti computer si vuole, tenendo bene a mente che si può creare un unico account e che ciascun account non può loggarsi contemporaneamente da più computer.

LA CAMPAGNA SINGLE PLAYER

La blizzard ha deciso (non senza qualche malumore tra gli utenti) di offrire in questo primo capitolo (wings of liberty) della trilogia Starcraft II di trattare solo ed esclusivamente la campagna degli umani (terran), lasciando quelle delle razze aliene (zerg e protoss) ai due titoli che continueranno e concluderanno la trilogia. Vestiremo i panni di Jim Rainor e la storia riprende esattamente là dove si era interrotta con Starcraft Broodwar: Kerrigan è pericolosamente calma, il Dominio attacca con le armi della propaganda Raynor e lui cerca sia di sconfiggere gli Zerg che di liberare il suo popolo.

Possiamo subito spendere una nota di elogio per le meravigliose cinematiche di cui è farcito il gioco, e possiamo inoltre citare il primo grosso elemento di novità di Starcraft II rispetto al suo predecessore: nella campagna single player non siamo infatti costretti a giocare le missioni secondo un ordine prestabilito, ma possiamo dalla plancia di comando dell’Hyperion (altra novità di cui parleremo tra poco) scegliere quale sfida accettare. Inoltre nel corso della storia alcuni personaggi ci proporranno di fare una determinata missione in un modo piuttosto che in un altro: a seconda di ciò che decideremo quelle missioni avranno obiettivi e modalità di svolgimento completamente differenti. Riassumendo: non solo l’ordine delle missioni non è prestabilito, ma alcune missioni sono diverse a seconda delle nostre scelte!

Abbiamo citato l’Hyperion, che è l’astronave di Raynor. Prima e dopo ciascuna missione possiamo avervi accesso, e su questa nave possiamo sia parlare coi vari personaggi per conoscere alcuni sviluppi secondari della storia, sia, come detto, scegliere quali missioni giocare. Possiamo inoltre rivedere i raplay delle missioni concluse o anche i filmati sbloccati. Ma non è finita: c’è un’armeria dove possiamo spendere i crediti guadagnati con le varie missioni per potenziare unità ed edifici, il laboratorio dove possiamo spendere i punti ricerca per sviluppare nuove abilità o potenziare quelle esistenti, e infine possiamo assoldare dei mercenari che ci accompagneranno per il resto della campagna.

Combinando queste scelte con quelle relative all’ordine delle missioni ci si rende conto che la campagna single-player si può giocare numerose volte, ed ogni volta il gioco sarà diverso dalla precedente! Ciò conferisce una notevole longevità alla componente single player del gioco, anche se ciò che ha tenuto attaccati allo schermo giocatori di tutto il mondo per anni nel caso del primo Starcraft fu la componente multi player, di cui si parlerà nel prossimo articolo.

Quanto alle missioni sono piuttosto variegate e divertenti, all’utente non viene mai da pensare che il gioco sia ripetitivo o noioso, e i vari dialoghi e personaggi renderanno ancora più interessante il tutto.

Annunci sponsorizzati:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter!
Pinterest