Supporto per metadati fotografici a livello desktop



exifsample.pngIl popolare programma di fotoritocco Gimp, non permette di visualizzare e modificare i Metadati. Se è stato compilato con il supporto per la libreria libexif, come avviene in tutte le distribuzioni linux più popolari, egli non permette di alterare la sezione Exif di un file quando lo si modifica e  si salva di nuovo in questo formato. Attenzione però ! quanto abbiamo appena detto significa, in pratica, che dopo aver modificato un file con Gimp i valori di alcuni suoi campi Exif potrebbero non essere più consistenti con le caratteristiche del file modificato.

I file che ormai vanno per la maggiore su tutti i desktop linux sono Nautilus per Gnome,Konqueror e il suo successore Dolphin per Kds. Tutti questi programmi sono già in grado di visualizzare i Metadati exif anche se non possono, almeno per il momento, modificarle. Nel caso di Konquerore e Dolphin occorre selezionare l’immagine, fare clic su di essa con il tasto destro, aprire la finestra proprietà e selezionare la scheda informazioni aggiuntive. Il programma consente anche di inserire dei commenti. Con Nautilus, invece, dopo aver aperto con la stessa procedura dalla finestra proprietà si deve passare alla scheda chiamata immagine.

 

Le capacità di questi file sono  più che sufficienti per sfruttare i Metadati exif a scopo didattico: visualizzar a fianco di una fotografia, o meglio ancora di una serie di scatti dello stesso soggetto, i relativi valori di diaframma, tempo di esposizione o configurazione del crash è un sistema assai efficace per migliorare la propria tecnica fotografica. Se si passa ai programmi specializzati nella gestione di fotografie digitali le possibilità di gestione dei Metadati aumentano notevolmente, anche se l’efficienza a volte lascia a desiderare, ma occorre fare attenzione. Programmi come  F-spot ,gthumb o digiKam non hanno alcun problema a visualizzare i contenuti dei campi exif o itpc, anche se non possono modificarli tutti. A parte la geolocalizzazione , nel caso di digiKam, è la possibilità di scrivere nelle immagini alcuni parametri configurabili dal utenti nel formato iptc. La conoscenza di Exif viene usato in questi programmi per visualizzare le fotografie o modificarle automaticamente.Le interfacce a finestre come quelle di f-spot o digiKam sono davvero facili e gradevoli da usare finché ci si limita a visualizzare collezioni o a fare ricerche al loro interno. Catalogare una foto alla volta è invece, magari passando attraverso due o tre file, non  certo una procedura velocissima.

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