Traffico con Facebook: alla scoperta del nuovo AdWords



L’età dell’oro

Fino a poco più di 1 anno fa usavo regolarmente Google AdWords per promuovere tutte le mie attività online.

Se non lo sai, AdWords è un sistema per fare pubblicità su Internet basato sul pay per click (PPC).

In estrema sintesi, consiste nel creare delle inserzioni (per lo più testuali) e associarle ad alcune “parole chiave”. Quando le persone digitano qualcuna di queste parole chiave nelle loro ricerche su Google, vengono mostrate loro le inserzioni associate a quelle parole (risultati sponsorizzati) insieme all’elenco dei siti trovati dal motore di ricerca (risultati organici).

Le inserzioni sono linkate alla pagina web che si sta pubblicizzando. E l’inserzionista paga ad AdWords una certa quota solo per ogni volta che qualcuno clicca sul suo annuncio. Da qui il termine pay per click, ovvero “paga per il click (ricevuto)”.

Quando iniziai a lavorare con AdWords, in breve tempo potei constatare la potenza di questo strumento ma anche il suo lato oscuro. Infatti, se non viene usato nel modo corretto, questo sistema si può rivoltare contro di te trasformandosi in una vera macchina mangia soldi. Per questo pure io, come tanti altri, i primi tempi finivo per spendere in pubblicità più di quello che guadagnavo.

Così decisi che dovevo imparare le giuste tecniche e comprai alcuni corsi (ebook e video) che mi svelarono quei trucchi indispensabili per “addomesticare” AdWords.

Da allora, e fino a poco più di 1 anno fa, la pubblicità su AdWords mi ha fruttato dei guadagni di tutto rispetto. In pratica, per me e per il resto di quella elite di persone che sapevano come sfruttarlo al meglio, il PPC di Google era una vera e propria miniera d’oro.

Poi… qualcosa è cambiato.

Il declino

A partire dallo scorso inverno, iniziai ad essere in difficoltà perché il costo dei click che ricevevo continuava ad aumentare.

Il problema era la concorrenza degli altri inserzionisti, sempre più numerosi e sempre più esperti. A mio parere, questo inasprimento della concorrenza può essere dipeso dai seguenti fattori:

1) la pubblicità su internet si è imposta sempre più rispetto alle altre forme “tradizionali” (giornali, TV, radio, ecc.);

2) appena fiutata la nuova opportunità, anche aziende medie e grandi hanno iniziato ad investire capitali importanti per le loro inserzioni sul web affidandosi a professionisti altamente specializzati e competenti.

3) il servizio pubblicitario di Google è diventato leader indiscusso del settore e quindi ha finito per attirare quasi tutti coloro che avevano qualcosa da promuovere, sia privati che aziende, sia online che offline;

4) si è moltiplicato il numero di prodotti formativi su AdWords acquistabili online a prezzi sempre più economici e, alcuni dei trucchi di base per ottimizzare le inserzioni, sono diventati di dominio pubblico dopo essere stati pubblicati su diversi siti, blog e forum ad accesso gratuito.

Pur avendo accusato l’aumento dei costi, le mie campagne pubblicitarie continuavano comunque ad essere profittevoli. Per la verità, il margine degli utili era molto vicino allo zero e continuava ad assottigliarsi ogni giorno di più. Ma meglio poco che niente, mi dicevo.

La vera mazzata definitiva è arrivata verso la fine della scorsa primavera con le ultime modifiche della parte del regolamento (TOS) che riguarda i criteri di accettazione degli annunci.

Con l’avvento di queste nuove regole, è stato vietato:

– promuovere prodotti sul guadagno online;
– pubblicizzare prodotti che (secondo i revisori di Google) promettono risultati esagerati, anche se in realtà mantengono le promesse (ma questo i revisori non possono verificarlo);
– promuovere prodotti in affiliazione;
– linkare gli annunci a pagine (squeeze page) che chiedono di lasciare i propri dati in cambio di un regalo.

Ciò ha causato, nel giro di un mese, la sospensione di quasi tutte le mie inserzioni e, alla fine persino la chiusura forzata del mio account. Ebbene, sì: sono stato bannato da AdWords! E, come me, tantissimi altri internet marketer in Italia e nel mondo hanno subito la stessa sorte.

A quel punto, ho capito che questo sistema di advertisement non era più adatto ai miei business. Ecco perché non ho neppure tentato di aprire un secondo account. Piuttosto, ho iniziato a guardarmi attorno alla ricerca di una valida alternativa.

E non sono stato l’unico: dai blog e forum che frequento abitualmente scopro ogni giorno che si ingrandisce sempre di più la schiera dei miei colleghi che abbandonano definitivamente il buon vecchio AdWords. Ormai è una fuga in massa e credo che sia solo l’inizio. L’inizio della decadenza di AdWords che, sono convinto, è destinato a perdere la sua leadership nel giro di pochi anni.

L’ascesa di Facebook Ads

Dunque, ti stavo raccontando di questa fuga in massa. Già… ma verso dove? Ovvero: quale nuovo strumento di PPC è destinato a raccogliere lo scettro di Google nel prossimo futuro?

La risposta l’hai già letta nel titolo di questo articolo. Ed è una risposta ormai ampiamente condivisa nell’ambiente dell’internet marketing.

Ovviamente, mi riferisco a Facebook e in particolare a Facebook Ads che è il programma per la pubblicità a pagamento tra le pagine del più grande e popolare tra i social network.

In breve, ecco i principali vantaggi per chi usa il PPC di Facebook:

1) Puoi contattare un enorme bacino di potenziali clienti: con più di 750 milioni di iscritti nel mondo e 20 milioni in Italia (fonte: TechCrunch.com), Facebook ha ormai superato il gigante Google per numero di pagine visitate (fonte: Alexa.com) ed è molto probabile che tutti o quasi i tuoi attuali e futuri clienti siano già su Facebook.

2) I tuoi annunci possono raggiungere un pubblico estremamente mirato: a differenza di AdWords, la pubblicità di Facebook Ads non è targhettizzata in base alle parole chiave ma alle preferenze, interessi e dati demografici degli utenti. Quindi, per esempio, puoi decidere che la tua inserzione sia visualizzata solo dalle donne single tra i 40 e i 50 anni a cui piace il cioccolato, piuttosto che hai manager del settore della telefonia con l’hobby del giardinaggio che vivono a Milano.

3) I tuoi annunci adesso diventano automaticamente “virali”: il tuo pubblico può esprimere la sua preferenza e questa viene istantaneamente comunicata a tutti i suoi amici che possono fare lo stesso innescando un passaparola digitale e la conseguente diffusione del tuo messaggio come fosse un virus inarrestabile.

4) Puoi promuovere corsi di formazione di ogni tipo, compresi quelli sul guadagno online.

5) Puoi linkare i tuoi annunci a squeeze page che richiedono di iscriversi alla tua newsletter in cambio di un bonus omaggio.

6) Puoi pubblicizzare prodotti in affiliazione.

7) I costi sono ridotti (se sai ottimizzare le tue campagne nel modo giusto).

Come vedi, il motivo del crescente successo di Facebook Ads consiste essenzialmente nell’offrire ottimi risultati ad un prezzo minore, quindi un maggiore ritorno sull’investimento (ROI).

Dominare Facebook Ads

Fantastico, non è vero? Ma c’è un “però”.

L’approccio da adottare per creare una campagna annunci di successo su Facebook è totalmente diverso rispetto ad AdWords così come a qualsiasi altro mezzo di promozione online.

Il re dei social network, infatti, ha riscritto le regole del marketing in chiave social, a cominciare dal modo di presentare le inserzioni.

E’ cambiato il modo di scrivere i testi, il titolo (head line) ha perso importanza rispetto all’immagine (che è parte integrante di tutti gli annunci), è stato introdotto il fattore “interazione dell’utente”, ecc.

Tutti questi aspetti così nuovi, ammetto che mi hanno messo un po’ in confusione quando ho iniziato a usare Facebook Ads. Anche in questo caso, come i primi tempi come AdWords, ne intuivo le grandi potenzialità ma non avevo ancora le conoscenze e l’esperienza necessarie per sfruttare a mio favore tutto questo potenziale.

Le mie nuove campagne “sociali” funzionavano benino ma comunque al di sotto delle aspettative. Il costo per click (CPC) era sempre più alto di quello che avevo imparato ad ottenere con AdWords (nel periodo d’oro) e il rapporto tra il numero di visualizzazioni e il numero dei click (CTR) decisamente troppo basso.

Così, ancora una volta, ho iniziato a cercare del materiale formativo valido che mi consentisse di fare un notevole balzo in avanti anche con il PPC di Facebook.

Alla fine, la soluzione dei miei problemi l’ho trovata in un video corso realizzato da Daniele D’Ausilio, noto internet marketer che già seguivo da tempo e da cui avevo già acquistato diversi altri corsi.

Grazie ai video di Daniele, ho capito dove stavo sbagliando e ho imparato ad ottimizzare le mie inserzioni fino a farle diventare degli autentici annunci “killer”. Inutile dire che tutti i miei business online ne hanno tratto un grande beneficio, il mio fatturato ha finalmente ripreso a crescere e ormai ha quasi raggiunto il livello del periodo antecedente alla crisi di AdWords.

Avendo acquistato i diritti su questo video corso, ho deciso di rivenderlo e oggi puoi scaricarlo anche tu da uno dei miei siti. Se vuoi saperne di più, ti invito al leggere il post che ho pubblicato sul mio blog dal titolo Ottenere Traffico con Facebook: il Video Corso di Daniele D’Ausilio.

Spero che questo articolo ti abbia interessato e che ti sarà utile per migliorare i risultati della tua attività. Io resto a tua disposizione per rispondere alle tue domande e confrontare le mie esperienze con le tue. Per contattarmi ti basta inserire il tuo commento qui sotto.

Ciao e buon business!

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