Twitter parla italiano



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Gli amministratori di Twitter lo avevano annunciato nel loro blog ufficiale nell’ottobre scorso: Twitter attualmente parla solo inglese e giapponese ma abbiamo intenzione di farlo parlare anche  francese, italiano, tedesco e spagnolo dicevano in questo post.

Nel post si decideva anche che Twitter era alla ricerca di volontari che, conoscendo quelle diverse lingue, potessero contribuire gratuitamente alla traduzione. In cambio i volontari avrebbero solo ricevuto un badge speciale sul proprio profilo con una serie di livelli (da 1 a 10) relativi alla quantità e all’affidabilità delle traduzioni svolte.

Dopo circa due mesi con un altro post datato 10 dicembre 2009, per l’occasione scritto in italiano, lo staff di Twitter annuncia “Siamo emozionati perché oggi con il lancio della versione italiana del nostro sito diventiamo ancora di più una piattaforma di comunicazione globale.”

Nello stesso post, forse per convincere maggiormente gli utenti italiani, l’azienda la presenza sul suo sito di celebrità italiane come Beppe Severgnini (@beppesevergnini), Radio Deejay (@radiodeejay) e Laura Pausini ((@officialpausini).

Per festeggiare l’evento Twitter ha inoltre organizzano un party a base di un prodotto italianissimo come la pizza.

Per passare all’italiano è sufficiente fare il login in Twitter, selezionare l’opzione Settings, selezionare la lingua da usare e salvare. Da questo momento tutto è stato tradotto in italiano tranne “following” e “followers” che rimangono nella loro lingua originale; mentre il famoso “What’s happening?” è diventato “Che c’è di nuovo?”.

Una curiosità salta subito all’occhio: passando alla lingua italiana dalla barra laterale non si trova più opzione di “retweet” che magicamente ricompare se si ritorna alla lingua inglese.

Questa della traduzione in più lingue è sicuramente un’operazione apprezzabile da parte di Twitter soprattutto per continuare a fare concorrenza a Facebook  che è tradotti in ben 70 lingue. Quello che invece lascia perplessi è la scelta di utilizzare traduttori volontari e non retribuiti. Anche se, secondo il co-fondatore  e amministratore delegato di Twitter, la società al momento mira a creare valore, non entrate (vedi: ( Come guadagna Twitter?) è pur vero che è sempre azienda  quotata svariati milioni di dollari e, in questo caso,  utilizzerà per sè gli sforzi fatti dagli utenti traduttori.

Voi cosa ne pensate?

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