Utenti P2P piu sicuri in tribunale



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La signora Debbie Foster è stata accusata dalla RIAA, che si occupa di combattere la pirateria per l’industria musicale americana, di aver scaricato e condiviso sul suo computer file musicali protetti da diritto d’autore. Come è solita fare in questi casi, la RIAA ha chiesto alla signora un pagamento di $ 5.000 per evitare il processo.

In passato molti altri utenti hanno accettato questa proposta per non finire davanti al giudice, ma non questa signora che,una volta accusata, ha preteso che venissero forniti i dettagli della sua accusa. Voleva sapere il nome dei file condivisi, l’indirizzo IP del computer e il giorno e l’ora dell’infrazione.

 

 Tutti dati che la società non possedeva. Per i legali della signora è stato fin troppo facile vincere la causa e costringere la società a pagare le spese legali. Questo fatto testimonia come un utente possa essere incriminato anche senza un giusto motivo dall’industria musicale che, volendo mantenere alta la pressione contro i pirati informatici, rischiano allo stesso tempo di opprimere gli utenti onesti. Come in questo caso, Quando accusati ingiustamente, dobbiamo avere il coraggio di difendere i nostri diritti perché sempre più spesso la grande industria spara nel mucchio senza avere prove concrete o senza poterle legalmente produrre.

 Oppure usare metodi non proprio ortodossi per monitorare gli utenti. L’esempio arriva dall’Olanda dove la Brein si occupa di combattere la pirateria per l’industria musicale e cinematografica. A quanto pare questa usa sistemi di monitoraggio del P2P che si basano su applicazioni che analizzano il disco fisso degli utenti alla ricerca di materiale illegale. L’olandese ha ritenuto quest’atteggiamento non compatibile con la legge europea sulla privacy e non ha quindi permesso alla società di indagare su cinque provider che avrebbero usato le piattaforme di condivisione per attività illegali. Questa ha annunciato ricorso ma la sanzione è che i tribunali stanno mantenendo sempre più in considerazione i diritti degli utenti che non devono essere visti come una massa di pirati ma come persone che sfruttano regolarmente la connessione.

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