Vantaggi e svantaggi del software libero



I vantaggi per l’utente finale sono sinteticamente questi:

  • L’utente non deve pagare nulla per il software e ha sempre a disposizione gratuitamente eventuali futuri aggiornamenti.
  • L’utente può studiare il codice sorgente, si permette così una maggiore diffusione della conoscenza.
  • Un ente esperto può verificare il codice per controllare se abbastanza sicuro da utilizzare in ambiti di sicurezza e enti pubblici.
  • I software proprietari tendono a essere messi in vendita a costi inferiori.
  • Il software può essere modificato a proprio piacimento (con le opportune conoscenze).
  • Sono totalmente inesistenti problemi burocratici dovuti all’installazione del software, come le licenze.

I vantaggi per il produttore del software:

  • Per la produzione di un software bisogna disporre di altro software, come per esempio compilatori e librerie, questi utilizzano altro software libero, partendo così avvantaggiati e possono dedicare più tempo per lo sviluppo.
  • Nella pubblicazione del software non risalta un marchio ma il nome dell’autore.


Gli svantaggi per l’utente finale:

  • L’utente deve avere una maggiore conoscenza informatica.
  • L’utente deve avere una maggiore conoscienza del sistema operativo che utilizza.
  • Se non è in grado di utilizzare il software deve rivolgersi a personale a pagamento.

Gli svantaggi per il produttore:

  • Il software libero non è ben visto dai marchi di software proprietario e non riesce così ad avere una buona posizione nel mercato.
  • Il reddito è pressochè inesistente.

Vantaggi per la comunità:

  • Aumenta la compatibilità tra più software.
  • Si è persa la necessità di scrivere 2 volte uno stesso codice, si può prendere uno già fatto e completarlo o utilizzarlo in diverso modo
  • Vi è una diffusione della cultura dell’informatica libera a tutti gratuitamente.
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  • antonioc.

    Quest’articolo contiene diverse informazioni completamente false, p.e.:
    1. “L’utente non deve pagare nulla per il software e ha sempre a disposizione gratuitamente eventuali futuri aggiornamenti.”
    Ah si e Red Hat allora è una società filantropica?
    Ma perché non ti informi prima di scrivere un articolo???
    2. “Il reddito è pressochè inesistente.”
    Vedi sopra.
    3. “L’utente deve avere una maggiore conoscenza informatica.”
    Certo, per usare Ubuntu ci vuole un hacker!!!

  • tuonoazzurro

    Ciao comincio a dirti che le informazioni non sono false in quanto non me le sono inventate ma le ho prese da documentazione studiata durante i miei anni scolastici.
    Rispondo alle tue domande:

    1) Red Hat ha una versione free, chiamata fedora.
    2) Vedi sopra
    3) Dipende dall’utente, io con ubuntu mi trovo benissimo, tant’è vero che viene installato anche in ambito scolastico in quanto è una versione facilissima da installare (più facile di windows, e anche più veloce) ed è semplice da utilizzare.
    Sono pienamente in disaccordo con te sul punto 3. Chiedo il parere anche agli altri utenti.

    Ciao

  • tuonoazzurro

    Comunque ti consiglio di controllare tu stesso. Queste informazioni le ho prese da appunti di informatica libera, l’opera che è anche chiamata la “bibbia dell’informatica” scritta da Daniele Giacomini.

    Fai un giro quì(http://it.wikipedia.org/wiki/Appunti_di_informatica_libera), in fondo ci sono i link per il download del pdf di oltre 9000 pagine(circa 150 MB).
    Fammi sapere.

    Ciao

  • antonioc.

    Il fatto che tu abbia preso le informazioni da un qualsiasi testo non vuol dire affatto che esse siano giuste, mi pare ovvio.
    Per quanto riguarda i punti specifici, Red Hat fa pagare gli update, questo è un dato di fatto. E ciò è in linea con la GPL.
    E usare Ubuntu, Mandriva, ecc. ecc. lo potrebbe anche fare un bambino, è verificabile da tutti che perfino la loro installazione è più facile di quella di Windows XP.

  • tuonoazzurro

    Ma tu sei un controsenso. Prima dici che per usare ubuntu bisogna essere hacker e poi dici che lo sa usare anche un bambino? O_o.
    E poi fedora non fa pagare gli aggiornamenti.
    E non ho preso le informazione da un testo qualunque.
    Prova a fare una ricerchina in google, però se quello che leggi dici che secondo te è sbagliato allora saremo sempre punto e a capo.

    Ciao

  • antonio c.

    Guarda che quando ho scritto “Certo, per usare Ubuntu ci vuole un hacker!!!” era chiaramente in senso ironico.

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