Visibilità del proprio sito: 5 punti chiave di partenza



Tra le questioni più dibattute e controverse nei vari forum/siti/blog/newsgroup, c’è la questione riguardante la tanto “sudata” visibilità delle nostre risorse web. Senza essa, infatti, le soddisfazioni sarebbero certamente limitate dall’essere trovati e letti soltanto da una ristretta cerchia di amici. Sono passati i tempi della “Google Dance”, una sorta di instabilità nella catalogazione dei contenuti che imponeva che i risultati variassero sensibilmente per qualche tempo per assestarsi solo dopo un certo lasso temporale. Meno male che tutto è stato migliorato ed esistono una marea di strumenti gratuiti per aiutarci: ricordiamo, pero’, che i contenuti dipendono soltanto dalle nostre idee… essere originali e creativi è sempre prioritario rispetto al resto!

In questo articolo esporrò le mie considerazioni (applicate finora con discreto successo) applicabili per promuovere un sito appena nato. Indubbiamente chi gestisce o promuove un sito – oppure si occupa professionalmente di SEO – si trova di fronte uno strumento semplice ed estremamente avanzato con il quale può fare statistiche (Analytics),  promuovere sitemaps (Webmaster Tools), ed altro ancora (vedi Google Labs).

C’è da aggiungere poi che Google, proprio per le sue avanzate caratteristiche, è ben lontano dal cadere nelle eventuali trappole dettate dalla “furbizia”: in qualche modo la qualità vera viene premiata, non certo le forme di spamming come il Google bombing che andava di moda tempo fa. Resta da stabilire quale sia un criterio affidabile di qualità, a questo punto. Eccovi allora 5 punti chiave per promuoversi adeguatamente.

Sitemaps, motori di ricerca, web-directory, meta-tag, ed editing ragionato & periodico del sito.

1) Le Sitemap sono fondamentali, in quanto forniscono una sorta di “indice” dei contenuti del vostro sito, in cui orientativamente saranno presenti le URL principali del vostro sito con annesso livello di priorità decimale da 0.0 a 1.0 e frequenza di aggiornamento. L’ideale sarebbe farle generare in automatico dal vostro CMS o blog (Joomla, Drupal ad esempio hanno dei plugin appositi), più semplicemente potete generarle voi a mano (seguendo le direttive di sitemaps.org, ma va bene per siti semi-statici o poco aggiornati) oppure farle generare in automatico (siti dinamici aggiornati spesso). Se volete approfondire questo interessante argomento, ne ho parlato anche nel mio blog.

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2) Registrarsi su parecchi motori di ricerca può essere controproducente proprio perchè Google si accorge di eventuali pagine “fake” che puntano insistentemente alla vostra URL, così come i motori di ricerca “minori” vengono considerati meno di un singolo link da un sito autorevole. Ad ogni modo, a questo indirizzo trovate il “segnalatore” che utilizzo abitualmente, finora con discreto successo.

3) Registrarsi nelle web-directory, contribuisce, anche se in misura più limitata di quel che si crede solitamente, ad aumentare la vostra popolarità: eccone qualcuna.

directory.google.com/

directory.pubblicitaonline.it

directory.iaconet.com/

4) non sottovalutate i Meta-tags, non si tratta di tecnologia obsoleta come qualcuno crede ed influiscono soprattutto nella prima fase e coincidono, se ben impostati, con la descrizione dell’URL che comparirà nei risultati di google. Anche di questo punto ho discusso sul mio blog, se fate una ricerca, relativamente al caso di Drupal.

5) curate il vostro sito con cadenza prefissata, non è importante scrivere incessantemente ma almeno farlo con coerenza e precisione. Meglio pochi contenuti ma buoni, che portali caotici senza capo nè coda. Evitate di utilizzare frame & tutto quello non sia coerente con l’accessibilità del W3C, dato che i sistemi di impaginazione tableless & privi di flash e altri plugin proprietari sono indicizzati ancora con difficoltà.

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  • e75da82

    ottimo articolo!

  • Ci sarebbe da scrivere un bel articolo sul Google bombing.
    Ma funziona ancora questa tecnica? Io credo di no!

  • Per quanto ne so io, non funziona più da anni il google bombing. Al massimo potrebbe dare picchi di visibilità che sarebbero (giustamente) penalizzati all’istante. cmq il modo in cui si realizza potrebbe meritare un articolo, in effetti…

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