Web libero



Oltre diecimila cittadini hanno aderito alla petizione contro l’articolo 7 del decreto Pisanu, quello che rende impossibile lo sviluppo delle reti in Italia, molti politici hanno aderito sia di destra che di sinistra ed anche di centro, quindi c’è stata un’adesione bipartisan, perchè la libertà digitale è un patrimonio di tutti.

Sono scesi in campo, inoltre, due ex ministri del centro sinistra Gentiloni e Lanzillotta, firmatari di una proposta di legge con il finiano Barbareschi e l’Udc Rao che insieme ad altri parlamentari hanno aderito all’appello on-line per il wi-fi libero, è il momento di dire basta alla misura capestro che obbliga i gestori di un pubblico esercizio con accesso alla Rete senza fili a richiedere una licenza e ad identificare con un documento d’identità chiunque utilizzi la connessione, per lasciare la traccia in un archivio cartaceo di tutti i siti visitati dai clienti.

Una iniziativa di questo tipo non si riscontra in nessun altro paese democratico , originareamente fu pensata con finalità antiterrorismo, ma non è presente nemmeno negli USA dopo l’11 Settembre.

Un decreto del genere blocca lo sviluppo della rete e fa scendere l’Italia in zona retrocessione in tutti gli indici internazionali di connettività, sembra una norma anacronistica , perchè l’accesso a Internet tramite un documento di riconoscimento non blocca certo i terroristi.

Comunque si resta in attesa di una dichiarazione del ministro dell’interno Maroni, perché il suo predecessore Pisanu, padre appunto del decreto, ha dichiarato che questa legge è ormai superata perchè le esigenze di sicurezza sono mutate e l’accesso a Internet deve essere facilitato.

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