Whatsapp a pagamento: facciamo chiarezza



Quello che molti utenti di dispostivi mobili che usano iOs, Android, Windows Phone e Blackberry si saranno chiesti in queste ultime settimane è se WhatsApp, il programma di messaggistica istantanea più diffuso sugli smartphone di tutto il mondo, diventerà veramente a pagamento oppure si tratta solamente dell’ennesima bufala che circola sul web.

Approfittiamone, dunque, per mettere le cose in chiaro una volta per tutte: WhatsApp è scaricabile gratuitamente dagli store di Apple, Google e Windows; l’app rimarrà gratuita per i primi 12 mesi di utilizzo, dopodiché si dovrà pagare una tariffa annuale che ammonta a 99 centesimi di dollaro, che al cambio attuale corrispondono a 75 centesimi di euro, per continuare a usarlo.

Da segnalare che per gli utenti che usano Android è possibile acquistare abbonamenti dalla durata pluriennale.
A dire il vero, fino a poco tempo fa, gli utenti del Melafonino dovevano pagare quasi 1 dollaro per scaricare WhatsApp, ma in compenso non c’erano limiti di tempo per l’utilizzo gratuito: ora, invece, anche la Apple si è adeguata ai piani tariffari alla concorrenza.


In ogni caso, i messaggi inviati all’interno della piattaforma di WhatsApp sono e saranno sempre gratuiti e ciò costituisce il suo principale punto di forza: grazie a questa caratteristica, infatti, il sistema di messaggistica introdotto da WhatsApp ha soppiantato in breve tempo gli SMS, i quali erano soggetti alle tariffe a consumo dei vari operatori telefonici. Diffidate, perciò, di tutti i passaparola e di tutte le catene di Sant’Antonio che vi dicono che un giorno si pagheranno anche i messaggi: quelli rimarranno sempre compresi nel canone annuale.
Per quanto riguarda le novità che saranno introdotte nelle future versioni di WhatsApp, il CEO Jan Koum ha rivelato che quasi sicuramente sarà offerto, a partire dai prossimi mesi, un servizio di streaming che consentirà di effettuare delle brevi video-chiamate la cui durata, però, non è stata ancora specificata. Non è previsto, al momento, il rilascio di una versione desktop di WhatsApp, che punta più che mai alla fascia mobile del mercato hi-tech, tantomeno l’introduzione di banner pubblicitari all’interno del programma.
Comunque, per chi non intendesse spendere nemmeno quei pochi centesimi l’anno, ci sono delle alternative più che adeguate a WhatsApp, come per esempio Viber e ChatOn, per non parlare poi di Facebook e Skype.

Via – cellulari 

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