Wikipedia: a chi appartiene veramente?



Wikipedia

Tra le tante realtà del Web 2.0, Wikipedia è sicuramente una delle più famose ed interessanti. Furono Larry Sanger  e Jimmy Wales, entrambi statunitensi, a dare vita nel 2001 a questo progetto di spazio virtuale aperto, dove poter inserire contenuti utilizzando la piattaforma wiki, termine che nella lingua hawaiana significa “rapido”.
La particolarità di Internet è quella di essere una comunità interattiva globale. Così, questa enciclopedia si affida, per tutti i suoi contenuti, al contributo spontaneo e gratuito degli internauti. Tutti possono inserire la definizione relativa ad una certa specie di uccelli, di un particolare movimento artistico, di uno stato africano. E chiunque può correggere ed aggiornare anche gli articoli scritti da altri. Wikipedia cresce e si ridisegna continuamente. Cresce in modo illimitato, almeno potenzialmente, poichè ad alimentarla sono le collettività della rete, che è, almeno in teoria, infinita. Ma questo non vuole dire che non sia possibile circoscriverla, almeno parzialmente.
Quando Wikipedia ha iniziato ad essere conosciuta anche in Italia, qualcuno l’ha considerata  un’espressione della conoscenza affrancata da ogni forma di costrizione. Vista così, era una sorta di luogo telematico in cui anche il sapere libero, originato dalla base, poteva essere diffuso senza essere vincolato alle autorità della conoscenza accademica, dogmatica.

Sanger e Wales la pensano però ben diversamente al riguardo. Infatti considerano Wikipedia una vera e propria enciclopedia il cui compito principale è quello di riportare informazioni oggettive ed esaustive. I contenuti che man mano vengono inseriti sono infatti esaminati da un gruppo di responsabili. Non è raro imbattersi in articoli contrassegnati da annotazioni che segnalano che bisogna citare la fonte o che l’articolo è eccessivamente sintetico o poco obbiettivo. I responsabili di Wikipedia tentano di realizzare un ideale di Neutral Point Of View (punto di vista neutrale), per quanto siano sicuramente al corrente delle obiezioni. Certamente, sono consapevoli delle obiezioni. Per quanto l’idea che possa essere obiettivi in modo assoluto appartiene ormai per molti alla categoria dei miti utopici. I lettori di Wikipedia possiedono ognuno una propria testa pensante e propri punti di vista. Eventi molto recenti e certe ipotesi scientifiche possono  suscitare dibattiti estremamente controversi. Un’opera letteraria o cinematografica la si può ritenere più o meno valida in base ai gusti personali di chi la giudica. Chi scrive spontanemente un articolo, deve rinunciare temporaneamente ai propri gusti ed opinioni?
Sanger & Wales, nelle linee guida da loro redatte, affermano che chiunque possa apportare il suo contributo alla costruzione di Wikipedia garantendo così, al meno in teoria, un elevato grado di pluralità. Diverse interpretazioni della realtà dovrebbero convivere persino all’interno di una stessa voce, fornendo in questo modo una visione a 360 gradi dell’argomento trattato.
Chi lo desiderasse può visionare l’archivio degli articoli della sezione italiana contestati per essere troppo di parte. Molti utenti di Wikipedia hanno pensato di poterla utilizzare per scagliarsi contro i politici e le istituzioni, andando così contro le idee di coloro che l’hanno fondata.
Sanger e Wales hanno definito delle condizioni precise. Wikipedia non è un luogo anarchico né un ring su cui lottare per far valere le proprie ragioni. La sezione madre statunitense del sito deve inoltre attenersi alle leggi della Florida, che ospita il suo server di hosting.
Nonostante questo, una voce “marcata” a causa di certe mancanze, spesso resta pubblicata per molto tempo col suo contenuto originale. E questa mancanza di un continuo aggiornamento costituisce in internet un difetto tutt’altro che trascurabile.
Probabilmente il problema di Wikipedia consiste nella sua natura contraddittoria. Da un lato, il voler essere uno strumento contraddistinto dal rigore nel diffondere la conoscenza. Dall’altro il bisogno di poter contribuire senza obblighi ben definiti.

Per ulteriori approfondimenti:

Libera espressione e diritto d’autore su Internet secondo Joi Ito

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