Una nuova situazione pari a quella di Hong Kong con l’app Hkmap Live? Quasi, ma questa volta la diatriba è tra Apple e Telegram: ecco cos’è accaduto.

TELEGRAM E I CANALI DI PROTESTA BIELORUSSI

La richiesta arriva direttamente da Apple: nello specifico, l’8 ottobre 2020 la società della Mela avrebbe chiesto all’app di messaggistica la rimozione dei contenuti relativi ai particolati scandali politici avvenuti in Bielorussia.

La notizia arriva da un post sul blog aziendale di Pavel Durov, il CEO di Telegram: Apple avrebbe chiesto la rimozione di 3 canali gestiti da alcuni manifestanti protagonisti delle proteste in Bielorussia.

Come saprete, Telegram offre un grande anonimato e quindi i gestori di questi canali sfruttano l’app per la diffusione di informazioni su proteste che come target Aleksandr Lukašenko.

Il leader, al potere in Bielorussia dal 1994, ha avuto rimostranze riguardo l’ultimo mandato rinnovato dal 9 agosto 2020: da allora, i militari hanno l’ordine ufficiale di reprimere le proteste dell’opposizione. Ciò avrebbe portato a varie manifestazioni represse con la violenza, organizzate, a quanto pare proprio attraverso i canali Telegram.

APPLE VS TELEGRAM

Apple si è fatta portavoce del fatto che alcuni contenuti pubblicati su questi canali avrebbero violato le regole dell’App Store, soprattutto a causa delle informazioni personali relative ai funzionari delle forze dell’ordine e incitamento alla violenza.

Pavel Durov non prende una posizione netta ma si sottomette ai dettami di Apple, presumendo che i suddetti canali saranno bloccati da iOS, restando però disponibili su altre piattaforme.

Di rimando, la società della Mela riferisce al sito gazeta.ru che non chiuderà questi canali, ma opterà per la rimozione dei post “incriminati”, interamente costituiti da informazioni personali di oppressori violenti: per Durov, però, la rimozione dei messaggi equivale alla chiusura dei suddetti.

A quanto pare, infatti, il problema non riguarda unicamente quello che Apple ha richiesto, ma anche come ha strutturato la domanda secondo le linee guida dell’App Store.

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