Nuova offensiva in Italia, da parte della Guardia di Finanza, contro la fruizione illegale di opere che sono protette dai diritti d’autore. Nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Napoli, infatti, la GdF ha oscurato oltre 1.000 tra canali Telegram e siti web e IPTV mentre, attraverso lo streaming illegale, si stavano trasmettendo abusivamente alcune partite del campionato di calcio 2020-2021 di Serie A.

ECCO COSA RISCHIA L’UTENTE CHE VEDE LA SERIE A ATTRAVERSO I CANALI IPTV PIRATA

Per molti utenti, che stavano guardando le partite di calcio tramite gli abbonamenti illegali, lo scorso 7 novembre del 2020, è apparso in Tv il messaggio di oscuramento e di sequestro dei canali in streaming abusivi, e l’avvertimento sulle sanzioni amministrative e sui rischi penali che si corrono.

Tutti i dati che sono stati acquisiti dalla Guardia di Finanza, infatti, sono ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria nel perseguire non solo coloro che hanno diffuso il segnale in streaming in maniera abusiva, ma pure gli utenti.

Gli abbonati in Italia al cosiddetto ‘pezzotto‘, infatti, rischiano una multa che può variare da un minimo di 2.582 euro ad un massimo di 25.822 euro, unitamente ad una pena che è pari a minimo sei mesi e massimo tre anni.

Oltre 1.000 tra canali Telegram e siti web e IPTV sono stati oscurati durante la partita di calcio Cagliari-Sampdoria

L’offensiva della GdF, in coordinamento con la Procura di Napoli, è avvenuta praticamente in tempo reale con la messa in onda e con la trasmissione abusiva delle partite di calcio della Serie A 2020-2021, ed in particolare nel corso del match Cagliari-Sampdoria che poi si è concluso con il risultato finale di 2 a 0 per la squadra di casa.

STREAMING ONLINE ILLEGALE, GLI UTENTI TRACCIATI E PERSEGUIBILI GRAZIE AGLI INDIRIZZI IP

Considerando l’indagine internazionale nel suo complesso, che è denominata Perfect Storm e che è scattata lo scorso 6 novembre del 2020, i canali oscurati in 19 paesi del mondo sono stati oltre 5.500, dai siti Internet di streaming live abusivi ai canali Telegram, e passando per i server e per le piattaforme informatiche. Con l’Autorità Giudiziaria che acquisirà tutti gli indirizzi IP degli utenti, ovverosia di tutti coloro che hanno fruito dei servizi di streaming online illegali utilizzando la linea telefonica fissa oppure mobile, e quindi tutti coloro che hanno utilizzato non solo i PC e le smart Tv, ma pure i telefonini.

Rispetto al passato, infatti, in Italia le leggi vigenti puniscono non solo i soggetti coinvolti nella trasmissione abusiva di contenuti in streaming protetti dal diritto d’autore, ma pure gli utenti. E quindi è bene sapere che le persone che sottoscrivono il cosiddetto ‘pezzotto’ per convenienza economica in realtà poi rischiano guai seri fino a subire un processo. Si stima che siano ben 5 milioni gli utenti abbonati a servizi di streaming illegali con fatturati sottratti alle pay-Tv dell’ordine delle decine di milioni di euro l’anno. Si tratta di un danno grave, quindi, anche a carico di chi guarda sport, film e serie Tv legalmente e magari, proprio a causa dell’illegalità diffusa, è costretto a pagare mensilmente delle cifre che, altrimenti, potrebbero essere anche più basse.

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