Le immagini deepfake create dai bot Telegram diventano merce di scambio sulle chat di revenge porn: non solo star ma anche persone comuni. Come funziona tutto ciò?

TELEGRAM APP SPOGLIA DONNE: LE VITTIME

Vittime inconsapevoli di una tecnologia deepfake su Telegram: sono quasi 700mila le donne, famose e non, diventate oggetto sul cosiddetto “ecosistema deepfake”, il cui obiettivo è quello di generare nudi falsi su richiesta tramite dei bot.

Ma è davvero così semplice finire nella procedura? La risposta è sì.

Se per l’adozione in massa di questo tipo di tecnologie fino a poco tempo fa restavano 2 scogli da superare, oggi tutto è davvero immediato. Prima di questi bot Telegram era necessario saper programmare e avere a disposizione potenti processori grafici; se per questi bastava pagare, restava necessaria una grande quantità di dati per far funzionare gli algoritmi. Ma ormai è tutto molto più semplice (e pericoloso).

TELEGRAM APP SPOGLIA DONNE: IL FUNZIONAMENTO

Oggi con le chat segrete e i deepfake Telegram non servono più molte foto della persona da rendere protagonista del falso, come accadeva prima, ma basta anche una sola immagine, perfino sottratta dal profilo social.

Le ragazze diventano così inconsapevoli protagoniste di nuove immagini porno: basta caricare l’istantanea su un apposito canale Telegram e in pochi minuti lo scatto viene ritoccato per essere rispedito al mittente.

C’è chi dice che il costo si aggiri intorno a 1 euro, chi dice che sia tutto gratuito: ciò che in teoria si paga è qualche euro per eliminare il logo del software dalla foto, rendendola ancora più realistica, e ottenere priorità rispetto agli altri del servizio.

Non sempre i risultati sono perfetti, ma tutto ciò basta per sembrare veritiero a un occhio poco esperto.

TELEGRAM E I DEEPFAKE

Come abbiamo detto, basta una foto inviata dagli utenti nella chat del bot per ottenerla in pochi istanti riconsegnata con il soggetto denudato. A questo punto scatta lo scambio nei vari canali Telegram che sfocia nelle nuove forme di revenge porn e violenza online.

Ciò che ha smascherato la società di sicurezza Sensity con l’indagine sulla visual threat intelligence, è preoccupante: le immagini generate e condivise sono ormai più di 100mila (a luglio 2020), e ora sembrano aggirarsi sulle 680mila.

Quasi 700mila, quindi, sono le vittime: se è vero che la maggior parte dei bot gratuiti generano finti nudi, spesso parziali, con soli 1,28 euro i malintenzionati possono accedere a ben 100 immagini completamente senza veli, difficilmente distinguibili da una foto reale.

DEEPFAKE: ALGORITMI E RISCHI FUTURI

Le immagini inviate dagli utenti sono modificate disegnando nudi realistici sopra ai vestiti, capaci d’ingannare alla perfezione l’occhio umano.

I deepfake sono algoritmi capaci di apportare modifiche realistiche a immagini statiche o in movimento: niente di realmente nuovo nel meccanismo, diventa invece una minaccia reale e tangibile per centinaia di migliaia di vittime inconsapevoli.

Ne esiste una versione femminile, capace di spogliare uomini inconsapevoli? A oggi non ci sono notizie in tal senso, ma tecnicamente nulla vieta di ribaltare la situazione, che resta comunque un reato, soprattutto in caso di diffusione delle immagini finte.

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